Hayao Miyazaki, a Venezia si alza il vento per il dio dell'animazione nipponica
È bufera di successo e di polemiche per l'opera a cartoni animati presentata in concorso alla Mostra del cinema dal regista del Sol Levante: “Si alza il vento” è una favola in cui ogni personaggio co
Hayao Miyazaki, universalmente riconosciuto quale encomiabile dio dell'animazione nipponica, partecipa alla Mostra del cinema di Venezia con una pellicola che narra la storia di Jiro Horikoshi, progettista di aerei bellici nel Giappone della Seconda Guerra Mondiale. Ispirato dal racconto dello scrittore Tatsuo Hori e tratto da un manga dello stesso Miyazaki pubblicato nel 2009 sulla rivista “Model Graphix Hobby”, il lungometraggio è stato accusato d'essere un inno alla guerra, ma, al contrario, viene definito dal regista una favola pacifista. “Il film non è militarista”, asserisce costui, “Hanno dato fastidio le mie iniziative per la pace in questi tempi di tensioni revansciste alimentate dalla destra al potere”.
“Si alza il vento”, così s'intitola l'opera di Miyazaki, si sviluppa come un iter a ritroso nell'infanzia del protagonista che, da ragazzo, fa un sogno in cui edifica un fantastico aereoplano, abbattuto da una gigantesca nave volante. Al risveglio prende la decisione di fabbricare aerei sulle orme dell'ingegnere italiano Caproni... Cosa combinerà?
Hayao Miyazaki, classe 1941, a detta del critico Marco Müller “mostra una filosofia che unisce romanticismo e umanesimo a un piglio epico, una cifra di fantastico visionario che lascia sbalorditi. Il senso di meraviglia che i suoi film trasmettono risveglia il fanciullo addormentato che è in noi”. I suoi lavori per il grande schermo non vengono sviluppati seguendo uno schema sperimentato e prestabilito, o trattando un tema ricorrente, tuttavia molti presentano delle ricorrenze a livello d'argomenti affrontati, di personaggi oppure di scenari. Il mondo di Miyazaki è basato sull'educazione, sulla sensibilizzazione, la curiosità, l'ecologia. Sull'animazione a scala d'infanzia.
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