Cose dell'altro mondo... tanto rumore per nulla
Dopo tante polemiche il film Cose dell'altro mondo di Francesco Patierno presentato oggi alla Mostra di Venezia delude.
Prima ancora di uscire nelle sale, il film del regista napoletano Francesco Patierno (Pater Familias - 2002, Il mattino ha l'oro in bocca - 2007) dal titolo Cose dell'altro mondo aveva raccolto una serie di polemiche da parte della politica veneta, schierata in difesa di una identità a loro parere insultata e maltrattata da quest'opera.
Il perché lo dice la trama, peraltro non originale dal momento che si rifà al film del 2004 di Sergio Arau Un giorno senza messicani. In una laboriosa cittadina del nordest un industriale razzista insulta e minaccia costantemente gli immigrati intervenendo in locali programmi televisivi ed auspicandone una repentina scomparsa da quella che considera la sua terra. Avviene però che un bel giorno, come per un magico dispetto, essi scompaiono davvero con disastrose conseguenze per la città che si ritrova piena di anziani in stato confusionale senza più badanti e con fabbriche e servizi fermi.
Il film, presentato oggi alla 68esima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Controcampo Italiano, non ha convinto pubblico e critica esaurendo presto l'idea di partenza (neppure originale) e non riuscendo a trovare una soluzione finale convincente. Lontano dall'essere o voler essere un film di denuncia sociale, pare che si sia limitato a lanciare una provocazione piuttosto innocua avendo mancato del giusto mordente e non essendo riuscito a sviluppare in modo più grottesco e originale quello che poteva essere uno spunto interessante su cui lavorare a livello narrativo.
Quella che è stato comunque apprezzata è stata l'interpretazione di Valerio Mastandrea e di Diego Abatantuono. Tra gli interpreti c'è anche Valentina Lodovini.
In conclusione, sembrerebbe che tutto il polverone sollevato contro questo film (le critiche sul finanziamento pubblico del film, la sollecitazione a verificarne l'effettivo valore di opera di carattere culturale dal momento che ha ottenuto il riconoscimento di film di interesse culturale dal Ministero per i Beni Culturali, le minacce di querela, il divieto da parte del sindaco di Treviso di girare il film sul territorio comunale) non sia servito ad altro che a dare maggiore visibilità se non proprio pubblicità ad un'opera che sarebbe altrimenti passata sotto silenzio.
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