Recensione film Horizon: An American Saga, sontuosa epopea in attesa dei sequel
Scopri Horizon: An American Saga, con Sienna Miller, Kevin Costner, Sam Worthington: trama, cast, recensione
Nel 1859, nella valle di San Pedro, un
gruppo di topografi traccia dei paletti per delineare i confini di una futura
città di frontiera, Horizon. Quando Desmarais (Angus Macfadyen), un
missionario, cerca Horizon, scopre che il gruppo di topografi è morto per mano
di una banda di guerrieri Apache occidentali. Seppellisce i loro corpi e fonda
la città di Horizon.
La violenza di quel periodo non risparmia il genere: Frances Kittredge (Sienna Miller) in una mattina innevata, penetra con una casa e fucila un uomo, poi afferra il neonato e scappa. Non risparmia le etnie: Quattro anni dopo, la fiorente Horizon è attaccata da un raid Apache guidato da Pionsenay (Owen Crow Shoe), che uccide diversi residenti, alcuni trafitti con le frecce, altri colpiti con un martello alla testa. Anche il marito e il figlio di Frances Kitteredge periscono: un ragazzo, Russell (Etienne Kellici) fugge per allertare l'esercito al vicino Camp Gallant. Il momento dell’attesa della morte dei residenti e della famiglia di Frances è forse uno dei più commoventi visti di recente al cinema, con gli sguardi che seguono le faville dell’incendio, e Frances che si nasconde in un rifugio e respira – con la figlia – dalla canna di un fucile.
L'esercito, guidato dal 1° tenente Gephardt (Sam Worthington) e dal sergente maggiore Riordan (Michael Rooker), seppellisce i morti e cerca di ridare dignità a Horizon.
I fondamentali sequel del film Horizon: An American Saga
Il film risente del suo impianto da quadrittico: infatti, il regista Kevin Costner ha intenzione di girare anche il terzo e quarto film della serie. Il secondo film uscirà il 16 agosto, e i due episodi finali sono in fase di produzione – con la nuova società di Costner, Territory Film Studios nello Utah - con le riprese iniziate a maggio 2024, per accogliere i finanziamenti necessari per la monumentale opera.
E come tutti i kolossal in fieri, Horizon: An American Saga conserva qualcosa di incompiuto, come se avesse da raccontare in futuri dialoghi ciò che i personaggi già pensano ora. Così, il nucleo del film si disperde lentamente in sparatorie, matrimoni e tradimenti, tipici dei film western, e da cui non è possibile prescindere.
Resta comunque lo sguardo lucido del regista – che compare come attore sono a metà sceneggiatura – nel filmare le avidità ancestrali dei personaggi, siano essi coloni o apache. I panorami disegnano un film a parte, ma si scontrano con trame che non hanno mai il tempo di realizzarsi, quasi in attesa di un twist. Se i prossimi capitoli sono così importanti per Costner, dovrebbe illustrarne meglio il motivo, e non solo accennarlo.
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