Recensione film Diabolik chi sei?
Diabolik chi sei? è il film in uscita
Trama di Diabolik chi sei?
Una nuova banda di rapinatori debutta a Clerville, svaligiando in modo cruento una banca. Il loro modo di operare, sanguinario e senza scrupoli, impressiona l’Ispettore Ginko (Valerio Mastandrea), che non esita a definirli più violenti dello stesso Diabolik (Giacomo Gianniotti).
Ma anche il Re del Terrore non è rimasto indifferente a quanto avvenuto perché nel corso della rapina gli è stata “sottratta” una preziosa collezione di monete di proprietà della Contessa Wiendemar (Barbara Bouchet) di cui Eva (Miriam Leone) stava per impadronirsene.
Per ragioni diverse Ginko e Diabolik iniziano così ad indagare sulla banda ed entrambi finiscono per introdursi nella villa dell’ambiguo Avvocato Manden (Massimiliano Rossi), dove vengono catturati e rinchiusi uno di fronte all’altro in una stanza.
Consapevoli che probabilmente verranno entrambi uccisi, Ginko chiede a Diabolik di raccontargli la storia delle sue origini. Intanto Eva Kant e la Duchessa Altea (Monica Bellucci), l’amante dell’Ispettore, decidono di cooperare per liberare i loro partner.
I molti punti di forza di Diabolik chi sei?
Uscito nel marzo del 1968, a cinque anni dalla pubblicazione dall’esordio del fumetto, l’albo n. 107 “Diabolik chi sei?" è probabilmente l’albo più famoso di sempre, realizzato dalle sorelle Giussani per raccontare le origini del personaggio, senza svelarle del tutto, lasciandole misteriose e affascinanti.
La trasposizione cinematografica di questo celebre albo, fedele all’opera delle sorelle milanesi, avviene con una serie di flashback, inseriti in un film, raccontato dal punto di vista di Diabolik.
Un balzo in avanti sotto il profilo temporale che è presente anche nell’opera filmica perché, se i primi due capitoli erano ambientati negli anni Sessanta, il terzo invece si svolge negli anni Settanta, decennio che caratterizza ogni aspetto del film: scenografie, costumi, fotografia e soprattutto l’emergere della violenza nella vita pubblica. Insomma, tutto richiama questo periodo, tanto vivace sotto il profilo artistico quando teso sotto quello dei rapporti interpersonali.
Ma con le origini di Diabolik si compie un secondo viaggio nel passato, un film nel film questa volta ambientato in un non precisato periodo degli anni Quaranta, affidato ai ricordi in bianco e nero rappresentati in uno stile tipicamente espressionista.
Un lungometraggio dove i personaggi principali sono affiancati da validi coprotagonisti, sia nella storia principale che nel racconto del passato, come Pier Giorgio Bellocchio, il quale interpreta un sergente Palmer che in questo film assume una drammatica profondità oppure Paolo Calabresi, nella parte di King, il leader di una potentissima organizzazione malavitosa che aveva come base un'isola sperduta nell'oceano, dove Diabolik venne accolto da orfano, unico sopravvissuto ad un naufragio.
A tutti loro va il merito di aver contribuito ad aver arricchito la trama del film sotto il profilo psicologico, presentando personaggi credibili, a tutto tondo, che raccontano incarnando quella violenza tipica del periodo, già presente in altri film realizzati all’epoca, come Milano calibro 9.
E per concludere la colonna sonora del film con tonalità funky, rhythm & blues vicina alle soluzioni musicali utilizzate nei film a cavallo tra gli anni 50 e 60 dalla casa di produzione Hammer, celebre per i propri titoli horror, con molte canzoni, scritte e realizzate da Pivio e Aldo De Scalzi, interpretate da Mario Biondi, Raiz, Franco Ricciardi e dallo stesso Aldo De Scalzi che canta “Sullo stesso piano”, dedicata al fratello Vittorio, il fondatore dei New Trolls, scomparso nel 2022.
Infine, la band Calibro 35 ha curato i due brani originali, presenti nei titoli di testa e di coda. Il primo “Ti chiami Diabolik” con Alan Sorrenti è una canzone che si ispira al lavoro di grandi maestri del crime funk come Isaac Hayes, Curtis Mayfield e Quincy Jones.
Nei titoli di coda, invece, i Calibro 35 hanno realizzato “L’odio e l’amore”, un brano cantato da Mike Patton e scritta da Francesco Bianconi (Baustelle) intriso delle atmosfere da Dolce Vita degli anni Sessanta italiani con un arrangiamento da night club, utilizzando strumenti dell’epoca come la chitarra fuzz e organo a transistor in prima linea.
Diabolik chi sei? esce al cinema il 30 novembre 2023.
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