Recensione della serie tv Philip K. Dick's Electric Dreams: "Il pendolare"
Philip K. Dick's Electric Dreams è l'ardito tentativo di trasportare sul piccolo schermo le storie brevi scaturite dalla mente distorta del celebre scrittore statunitense; Channel 4 e il produttore Bryan Cranston possono dirsi soddisfatti, a guardare l'episodio "Il pendolare" con un Timothy Spall in grande spolvero.
Philip K. Dick's Electric Dreams contiene tutte le premesse per diventare il caso televisivo dell'anno: promossa da Channel 4, l'emittente che ha visto nascere Black Mirror prima del controverso passaggio a Netflix e soggetto sempre desideroso di esplorare nuove strade, patrocinata dai facoltosi Amazon Prime e Sony Pictures television, prodotta da Ronald Moore e da Bryan Cranston, un attore che con le serie tv ha una certa dimestichezza, e infine ispirata ai racconti di Philip Dick che in quanto a fantasia malata e immaginazione distorta non temeva rivali. Per tali e tanti motivi, era difficile non aspettarsi un prodotto di grido.
\r\nLa serie tv è antologica e consta di dieci episodi ispirati ad altrettanti racconti brevi dell'autore di "La svastica sul sole"; nella puntata lhe Commuter "Il sobborgo dimenticato (o Il pendolare)", "The Commuter" in originale, osserviamo un modesto impiegato di una stazione di provincia alle prese con la vita di tutti i giorni e con un figlio preda di episodi psicotici. Un giorno va da lui una giovane ragazza che gli chiede un biglietto per Macon Heights, località che risulta inesistente; incuriosito, sale a bordo del treno indicato dalla ragazza e si ritrova in un piccolo paese immerso nella brughiera dove tutti sono felici. Al ritorno si rende conto di essere stato paracadutato in un universo parallelo nel quale il suo figlio problematico non è mai esistito, e sarà costretto a prendere una decisione drastica ma coraggiosa: tornare alla sua vita originaria.
\r\nTecnicamente ben costruita e in grado di comunicare le atmosfere estranianti tanto care allo scrittore americano, "The Commuter" ricorda molto da vicino alcuni episodi di Ai confini della realtà. I ritmi sono lenti al punto giusto e il finale non delude affatto: l'episodio è riuscito e non era affatto scontato, sebbene la natura antologica della serie tv la esponga a variazioni di qualità tra una puntata e l'altra. I produttori esecutivi e i fan hanno motivo di essere soddisfatti dell'ardito esperimento.
\r\nTimothy Spall, attore londinese doc, ha iniziato la carriera interpretando Barry in Auf Wiedersehen, partecipando anche a "Vanilla Sky" con Tom Cruise. Dopo aver prestato il volto al messo del barbiere in "Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street"di Tim Burton, ha partecipato alla serie di Harry Potter nel ruolo di Peter Minus e ha doppiato Frego in "Alice in Wonderland" e nel sequel "Alice attraverso lo specchio".
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