What Remains of Edith Finch, recensione videogame per PS4
What Remains of Edith Finch è uno splendido racconto interattivo, un'avventura che ci porta a scoprire le vicende della famiglia Finch
What Remains of Edith Finch è un videogioco sognante e dai toni sospesi tra il reale e l’immaginazione, un progetto nato dal team Giant Sparrow, già sviluppatori di The Unfinished Swan, una visionaria e onirica opera in bianco e nero. Il titolo fa parte di un genere ormai molto apprezzato anche su console, grazie al prezzo budget con cui escono, quello del racconto interattivo in prima persona, interamente incentrato sulla componente narrativa, con sezioni di enigmi ed esplorazione dell’ambiente, senza scontri o possibili game over.
La trama di What Remains of Edith Finch ci mette nei panni dell’ultima sopravvissuta della famiglia Finch, una ragazza che torna nella casa di famiglia costruita dal lontano bisnonno Odin, in una città dello stato di Washington. La dimora, isolata e abbandonata, è il luogo dove scoprire e vivere i segreti degli ultimi abitanti, sepolti nel cimitero adiacente alla casa, attraverso un viaggio che ci permette di rivivere le esperienze dell’intero albero genealogico. La narrazione si sviluppa attraverso frasi, tradotte in italiano, che si stampano sulle pareti e dipingono i nostri spostamenti, con una cura stilistica dei testi davvero unica ed originale.
Il gameplay di What Remains of Edith Finch si allinea con le recenti produzioni da walking simulator, dove l’unico scopo è quello di esplorare le ambientazioni, esaminarle, per scoprire oggetti ed elementi che permettono alla storia di proseguire. L’aspetto ludico è quindi ridotto al minimo, all’essenziale, con ricordi, esperienze passate e brevi sequenze interattive a scandire le due/tre ore di gioco necessarie a completare l’avventura principale.
La grafica di What Remains of Edith Finch è un delicato disegno di ambientazioni curate e colorate, ognuna diverse dall’altra, passando da stanze piene di segreti ed elementi a sogni delle storie passate dei nostri antenati, che rappresentano un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Ogni angolo della dimora denota una ricerca stilistica particolare che anticipa ancor prima di conoscerla l’effettiva storia dei membri della famiglia, un’introduzione visiva che ci accompagna tra passaggi segreti, porte scorrevoli e libri animati. Nonostante il titolo abbia un budget limitato, il colpo d’occhio è sicuramente piacevole ed affascinante, in linea con le storie raccontate e le vicende vissute.
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