Villa dei Misteri: Dioniso e Afrodite riappaiono nei dipinti ebbri di Pompei
La Villa dei Misteri di Pomoei torna nel suo splendore, con Dioniso e Afrodite che riappaiono nei dipinti che raccontano l'ebbrezza del vino.
La Villa dei Misteri situata a Pompei riapre al pubblico dopo anni di restauri.
Dario Franceschini. Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha espresso la soddisfazione per i miglior ad che in questo anno hanno interessano il sito archeologico di Pompei. "Grazie al forte impegno della Soprintendenza e della Direzione del Grande Progetto, l’Italia ha compiuto sforzi considerevoli - ha sottolineato Franceschini - i risultati sono ‘tangibili e significativi’ dal momento che sono state eseguite sostanziali opere di restauro, principalmente nel contesto del Grande Progetto Pompei ma anche nell’ambito del programma di manutenzione ordinaria".
Villa dei Misteri. La Villa dei Misteri è stata scoperta parzialmente nel 1909- 1910: il sito è una commistione tra villa d’otium e villa rustica, appartenuta forse alla famiglia degli Istacidii. L'impianto architettonico risale con molta probabilità al I secolo a. C. con successive modifiche. L'attuale conformazione è dovuta al terremoto del 62 d.C., quando la villa divenne complesso agricolo e produttivo di vino. Al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. erano in corso vari lavori di adeguamento. Ospita un lussuoso quartiere residenziale al alto ovest, affacciandosi sul mare.
Pompei. Il ciclo pittorico occupa la fascia mediana della sala, trova sopra di uno zoccolo decorato a finto marmo. Al centro campeggia la coppia divina composta da Dioniso e Afrodite, mentre le scene laterali convergono verso i due personaggi. Compare il mondo di Dioniso e l’iniziazione ai suoi Misteri, la preparazione della fanciulla alle nozze con la raffigurazione di una toletta da sposa; dall’altro c'è una donna ammantata seduta, forse la domina. Nella scena rituale una donna inginocchiata scopre il fallo, mentre un personaggio alato è intento alla flagellazione rituale.
Dipinti. Nei riti dionisiaci si usava il vino per giungere ad uno stato di ebbrezza che conduceva ad una trance. L'esito del rito era collegato alla vendemmia ed era il temporaneo ritorno dell'adepto ad una condizione naturale e animalesca in cui la caccia e lo sbranamento di un animale selvaggio erano il coronamento finale.
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