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Stockholm International Film Festival 2026: i film in concorso

Stockholm Film Festival 2026: scopri i 18 film in concorso, i registi e le sinossi dei titoli selezionati

Stockholm International Film Festival 2026: i film in concorso

Il Stockholm International Film Festival 2026 si tiene dall'11 al 22 novembre. Diciotto sono i film in concorso. 

9 Temples to Heaven – Regia di Sompot Chidgasornpongse

Quando un’indovina avverte Sakol che la madre anziana potrebbe morire presto, l’uomo decide di accompagnarla in un pellegrinaggio di un solo giorno attraverso nove templi buddhisti. Con lui partono altri membri della famiglia, tra cui la moglie, i fratelli e i figli. Il viaggio, immerso nella suggestiva architettura religiosa thailandese, diventa l’occasione per affrontare divergenze generazionali, convinzioni spirituali e tensioni familiari, mentre le condizioni della donna si fanno sempre più fragili.

At Night – Regia di Beatrice Gibson

Sei donne si incontrano in momenti diversi durante una notte attraverso Parigi. In una città illuminata dai neon, tra stazioni ferroviarie, vagoni e luoghi appartati, conversazioni fugaci fanno emergere paure, desideri e speranze. Il film costruisce un ritratto poetico dell'amicizia femminile e dell'intimità, attraverso uno stile visivo sperimentale che trasforma il paesaggio urbano in uno spazio di riflessione e scoperta.

Bedford Park – Regia di Stephanie Ahn

Audrey cerca di orientarsi tra incontri sentimentali e relazioni fugaci quando scopre che sua madre è rimasta coinvolta in un incidente automobilistico. L’altra persona coinvolta è Eli, una guardia di sicurezza adottata dalla Corea negli Stati Uniti quando era bambino. I due condividono esperienze legate alla diaspora coreana e a un’infanzia segnata dal rapporto con le rispettive famiglie. Il loro incontro diventa un percorso di comprensione reciproca e di guarigione da ferite rimaste aperte.

Chronovisor – Regia di Jack Auen e Kevin Walker

In un’università avvolta da un’atmosfera inquietante, la professoressa Béatrice si mette sulle tracce di una misteriosa macchina del tempo e del suo presunto inventore, il sacerdote cattolico padre Ernetti. Attraverso documenti d’archivio, registrazioni audio e videocassette, la ricerca si trasforma gradualmente in un’ossessione. Tra mistero, tecnologia e occultismo, il film indaga il confine tra realtà e credenza, alimentando interrogativi sulla possibilità di svelare segreti nascosti nel passato.

Clarissa – Regia di Arie Esiri e Chuko Esiri

Ambientato a Lagos, il film rielabora il romanzo Mrs Dalloway di Virginia Woolf. Clarissa Dallaway si prepara a organizzare una cena per alcuni vecchi amici, ma i preparativi diventano l’occasione per ripensare alla propria giovinezza, all’amore per il poeta Peter e alle possibilità che sembravano aprirsi davanti a lei. Sullo sfondo di una città attraversata da tensioni e contraddizioni, ricordi e rimpianti si intrecciano in una riflessione sul tempo, sull’identità e sulle scelte che definiscono una vita.

Club Kid – Regia di Jordan Firstman

Peter, organizzatore di feste ormai lontano dai momenti migliori della sua carriera, conduce una vita notturna fatta di eccessi nella scena queer di New York. Il suo equilibrio cambia quando un figlio che non conosceva si presenta improvvisamente alla porta. Costretto ad affrontare una paternità inattesa, Peter deve conciliare le notti di festa con le responsabilità quotidiane. Tra comicità, fragilità emotiva e momenti di tenerezza, il film esplora il rapporto tra genitorialità, identità e cultura dei club.

Everytime – Regia di Sandra Wollner

Una tragedia sconvolge la vita di Ella, di sua figlia minore Melli e di Lux, il fidanzato adolescente della figlia maggiore Jessie. Dopo la morte improvvisa di Jessie, i tre cercano di affrontare il dolore, ma il senso di colpa e le domande senza risposta rendono difficile andare avanti. Un anno dopo, Ella decide di intraprendere con loro il viaggio a Tenerife che la famiglia aveva programmato prima della tragedia. Sotto il sole dell’isola, passato e presente cominciano a sovrapporsi, in un racconto sul lutto, sul perdono e sulla possibilità di accettare l’assenza.

Flesh and Fuel – Regia di Pierre Le Gall

Étienne e Bartosz sono due camionisti che cercano di mantenere viva la loro relazione mentre attraversano strade, confini e paesaggi industriali per conto di aziende concorrenti. Il loro rapporto si sviluppa tra telefonate intime, incontri fugaci nelle aree di sosta e lunghi periodi trascorsi lontani. La vita in movimento e le pressioni del lavoro rendono difficile costruire una stabilità affettiva. Il film racconta l’amore e il desiderio in un mondo dominato dalla logistica, dalla fatica e dalla mobilità continua.

Hold Onto Me – Regia di Myrsini Aristidou

La undicenne Iris scopre che il padre Aris, assente da tempo, è tornato nella sua città costiera a Cipro per il funerale del proprio padre. Determinata a conoscerlo, la ragazza lo rintraccia in un cantiere navale abbandonato, dove l’uomo vive ai margini della comunità. Quello che inizia come un tentativo ostinato di avvicinamento si trasforma lentamente in un legame fragile e imperfetto. Attraverso il rapporto tra padre e figlia, il film esplora l’assenza, il bisogno di essere riconosciuti e la possibilità di ricominciare.

I'll Be Gone in June – Regia di Katharina Rivilis

Nel 2001, Franny, una sedicenne tedesca, arriva nella cittadina di Las Cruces, nel New Mexico, per partecipare a un programma di scambio scolastico. Lontana da casa, si confronta con giornate monotone, caldo opprimente e notti insonni. Poi incontra Elliott, un ragazzo malinconico con cui scopre un’intesa inattesa. Mentre gli Stati Uniti cercano di fare i conti con le conseguenze degli attentati dell’11 settembre, tra i due nasce un sentimento delicato. Il tempo limitato che Franny trascorrerà in America dà alla loro relazione il carattere intenso e fugace di una stagione di passaggio.

Josephine – Regia di Beth de Araújo

Durante una passeggiata al parco, la piccola Josephine, di appena sei anni, assiste da sola a un’aggressione violenta. L’esperienza sconvolge il suo mondo, mentre gli adulti intorno a lei faticano a capire come proteggerla e aiutarla. I genitori, interpretati da Channing Tatum e Gemma Chan, cercano di affrontare le conseguenze dell’accaduto e il trauma che investe l’intera famiglia. Il film segue gli effetti della violenza attraverso lo sguardo della bambina, raccontando la vulnerabilità dell’infanzia e le difficoltà di ritrovare un senso di sicurezza.

La Gradiva – Regia di Marine Atlan

Durante un viaggio scolastico alle rovine di Pompei, un gruppo eterogeneo di adolescenti si confronta con l’amore, il sesso, la politica e le trasformazioni dell’identità. Ai piedi del Vesuvio, i resti dell’antica città e i corpi conservati dalla tragedia del passato diventano lo sfondo simbolico di un’esperienza contemporanea fatta di desideri, inquietudini e scoperte. Il film osserva la giovinezza come un periodo di cambiamento profondo, in cui le emozioni possono esplodere con la stessa forza di un’eruzione.

Low Expectations – Regia di Eivind Landsvik

Maja, una giovane cantante che ha conosciuto un’ascesa fulminea nel mondo della musica, precipita in una crisi personale. Dopo il crollo, torna nel suo paese d’origine per ritrovare un equilibrio lontano dalle pressioni della fama. Qui deve confrontarsi con la salute mentale, il rapporto con la famiglia e il difficile compito di ridefinire la propria identità quando il successo non basta più a darle una direzione. Interpretata dalla musicista Marie Ulven, conosciuta come Girl in Red, Maja affronta un percorso di ricostruzione personale segnato dal silenzio e dalla necessità di ricominciare.

Manhunt – Regia di Wayne Wapeemukwa

Due giovani, isolati dal mondo e immersi nei videogiochi e nei forum online dedicati alle armi, cercano una via d’uscita da un’esistenza che sembra non offrire alcun futuro. Costruiscono un fucile con una stampante 3D e fuggono nelle vaste foreste del Canada occidentale. La fuga si trasforma progressivamente in una spirale di violenza. Ispirato a un caso di cronaca, il film indaga il modo in cui le fantasie di potere e una visione tossica della mascolinità possono influenzare ragazzi vulnerabili, intrecciando alienazione digitale, disuguaglianze sociali e storia coloniale.

Our Share of Sand – Regia di Shalini Adnani

Maya ha dodici anni e, dopo aver trascorso un periodo all’estero, torna in India e ritrova il padre da cui era separata. La sua famiglia gestisce da generazioni una miniera di sabbia, ma le condizioni di lavoro sono sempre più difficili. Quando la ragazza assiste a un incidente, comincia a mettere in discussione il passato familiare, segnato da inganni e rapporti di potere. Divisa tra la lealtà verso i propri cari e la propria coscienza, Maya è costretta a trovare rapidamente la propria strada. Il film affronta le disuguaglianze sociali e le ingiustizie che spesso restano invisibili.

Tangles – Regia di Leah Nelson

Quando Sarah si prepara ad andare a vivere con la sua fidanzata, riceve una telefonata preoccupante: sua madre si comporta in modo insolito. La diagnosi di Alzheimer cambia radicalmente la vita della famiglia e Sarah si ritrova a dover assumere un ruolo di sostegno e responsabilità. Attraverso un’animazione disegnata a mano, il film trasforma i ricordi e le relazioni familiari in immagini che sembrano uscire dalle pagine di un fumetto. La storia unisce il racconto di formazione queer a un ritratto affettuoso e doloroso della malattia, della cura e dei legami tra genitori e figli.

The Burning Giants – Regia di Phuttiphong Aroonpheng

Da un teatro abbandonato nelle foreste del nord della Thailandia emerge un fumo misterioso che porta morte e distruzione. All’interno di questa nube si svolge una lotta senza tempo tra figure mitologiche e antichi soldati. Nel mondo contemporaneo, la popolazione indigena Karen viene accusata degli incendi e l’esercito thailandese cerca di allontanarla dalle proprie terre. Ispirato anche a vicende reali di violenza contro gli attivisti, il film intreccia mitologia e politica per riflettere sulla repressione, sui diritti delle comunità indigene e sul rapporto tra esseri umani e ambiente.

The Dreamed Adventure – Regia di Valeska Grisebach

Nella cittadina bulgara di Svilengrad, vicino a uno dei più trafficati valichi di frontiera d’Europa, l’archeologa Veska si ritrova coinvolta in una rete di sparizioni misteriose, vecchi amori e pettegolezzi locali. Il confine, luogo di passaggio e di controllo, diventa lo scenario di un intreccio in cui nessuno sembra essere completamente al sicuro. Mescolando thriller criminale, western contemporaneo e dramma sociale, il film costruisce un universo inquieto in cui desiderio, amicizia e destino si intrecciano in modi imprevedibili.

Tra le altre sezioni, Stockholm Documentary Competition, Icons - con film come Behemoth! Primetime, The Life and Deaths of Wilson Shedd  - American Independents - con pellicole come Union County - Discovery, Twilight Zone, Short Film Competition,  Nordic Shorts e Special Presentations.

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