Speciale Mostra del Cinema di Venezia

L'hater critica Natalia Paragoni malata a Venezia, Elena Santarelli la distrugge in tre righe

Elena Santarelli difende Natalia Paragoni dall'hater che l'ha criticata a Venezia durante la chemio.

L'hater critica Natalia Paragoni malata a Venezia, Elena Santarelli la distrugge in tre righe

Sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, Natalia Paragoni ha sfilato con un'eleganza che andava oltre il semplice stile. La modella e influencer, ex volto di Uomini e Donne, si è presentata al Lido con la testa completamente rasata, conseguenza della chemioterapia che sta affrontando per combattere il linfoma di Hodgkin diagnosticato durante l'ottavo mese della sua seconda gravidanza. Niente parrucche, niente espedienti per nascondersi: solo un sorriso luminoso e un completo nero dalla silhouette scultorea, impreziosito da una grande applicazione luminosa che ha reso la sua presenza magnetica.

La sua scelta di non nascondere gli effetti delle terapie ha rappresentato un messaggio potente, un modo per abbattere i tabù che ancora circondano la malattia e per offrire rappresentazione a chi sta vivendo un percorso simile. Natalia ha scelto di condividere apertamente sui social il suo viaggio tra cure, paure e piccole vittorie quotidiane, diventando un punto di riferimento per molte persone che si sentono meno sole grazie al suo coraggio. Ma anche di fronte a un momento così delicato, i social network hanno mostrato il loro lato più oscuro.

Tra decine di commenti ammirati sotto le foto che ritraevano Natalia sul red carpet, è spuntato un messaggio carico di veleno: "Ma che vestito è? Spettacolarizzare la malattia anche no". Una critica che partiva apparentemente dal look ma si trasformava rapidamente in un'accusa ben più pesante, trasformando una presenza densa di significato in un presunto tentativo di cercare visibilità sulla propria sofferenza. Natalia ha scelto la strada dell'eleganza, ignorando il commento senza concedere spazio a chi voleva ferirla.


Ma qualcuno ha deciso di rispondere al suo posto, e in modo tutt'altro che diplomatico. Elena Santarelli, showgirl e volto televisivo che conosce fin troppo bene il peso della malattia dopo il percorso oncologico affrontato dal figlio Giacomo, oggi guarito, ha preso le difese di Paragoni con una replica che ha fatto il giro del web. "Nella tua bio scrivi: 'Non è da tutti essere per pochi'. Ora ho capito perché", ha esordito Santarelli, citando direttamente la biografia Instagram dell'autrice del commento. Un inizio già tagliente, che preannunciava quello che sarebbe arrivato. "Fossi una tua amica, dopo aver letto quello che hai scritto, me ne guarderei bene dal parlare ancora con te. Puoi anche pensarlo, ma scriverlo ti dà gioia? Perché sono curiosa di capire la mente umana fin dove si spinge".


Una risposta che ha colpito nel segno, diretta e senza giri di parole. In poche righe, Elena Santarelli ha smontato non solo il commento ma l'intera logica che lo sottendeva, invitando a riflettere sulla gratuità della cattiveria digitale. Le sue parole hanno raccolto in pochi minuti una valanga di consensi, diventando un manifesto contro l'odio online e la violenza verbale che si nasconde dietro lo schermo di uno smartphone. Elena Santarelli non è nuova a battaglie di questo tipo. Dopo l'esperienza vissuta con il figlio, si è impegnata attivamente nella sensibilizzazione sul tema della malattia e nella raccolta fondi per la ricerca oncologica.


Sa bene quanto possa ferire un commento scritto con leggerezza, quanto possa pesare su chi sta già affrontando un percorso difficile. E sa anche che il silenzio di fronte alla cattiveria rischia di normalizzarla. Il percorso di Natalia Paragoni con il linfoma di Hodgkin è ancora in corso. Le ultime notizie sono però incoraggianti: la terapia sta dando ottimi risultati, e la PET ha mostrato una significativa riduzione della massa tumorale. "Tutto si è sgonfiato", ha spiegato recentemente l'influencer, condividendo con i suoi follower i progressi delle cure. Dopo l'ultimo ciclo di chemioterapia, si deciderà il da farsi, ma l'andamento positivo rappresenta un faro di speranza per lei e per la sua famiglia.


La presenza di Natalia a Venezia ha rappresentato anche un ritorno alla normalità, un modo per riappropriarsi della propria vita tra lavoro e quotidianità, senza lasciare che la malattia definisca completamente la sua identità. La sua sfilata sul red carpet non è stata una spettacolarizzazione, ma un atto di resistenza e di vita. Un modo per dire che anche durante un percorso di cura si può brillare, si può essere presenti, si può scegliere di non nascondersi. Il messaggio lasciato da questa vicenda va oltre la singola polemica social.


Riguarda la responsabilità delle parole, soprattutto quando vengono rivolte a persone vulnerabili. Riguarda la differenza tra pensare qualcosa e scriverlo pubblicamente, tra avere un'opinione e usarla come un'arma. E riguarda il coraggio di chi, come Elena Santarelli, decide di non restare in silenzio di fronte all'ingiustizia, anche quando sarebbe più comodo girarsi dall'altra parte. "Grazie perché ci sentiamo meno sole", ha commentato una fan sotto le foto di Natalia a Venezia.

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