L'Accordo: recensione del documentario sulla Fiat Mirafiori
L'Accordo è un film documentario diretto da Jacopo Chessa che da la voce agli operai e agli altri protagonisti del referendum tenutosi allo stabilimento Fiat di Mirafiori il 13 e 14 gennaio 201
L'Accordo Documentario Jacopo Chessa è il regista di “L'Accordo” (2011), film documentario presentato in anteprima il 17 aprile 2012 al Festival del Cinema Europeo di Lecce e che racconta, seguendo vari punti di vista, la lotta operaia dello stabilimento Fiat Mirafiori prima del referendum del 13 e 14 gennaio 2011, quando la dirigenza propose – praticamente – un ultimatum agli operai per rilanciare o chiudere definitivamente lo storico stabilimento di Torino. Il film è una produzione Prime Bande ed è stato realizzato anche grazie alla Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus. Uscito più di due anni fa, il documentario di Jacopo Chessa è tutt'ora attuale perché affronta uno dei problemi più pressanti e drammatici dell'attuale crisi industriale dei grandi stabilimenti Italiani, dall'Ilva di Taranto alla ThyssenKrupp di Terni
Trama E' il 18 dicembre 2010. Davanti allo stabilimento di Mirafiori, a Torino, gli operai della Fiat sono riuniti in assemblea per discutere sulla nuova proposta di lavoro firmata da Sergio Marchionne. Nel nuovo piano aziendale, il rilancio dello stabilimento di Mirafiori è possibile solo ridisegnando i rapporti di forza tra lavoratori e azienda e ridefinendo il ruolo del sindacato. Sostanzialmente, per evitare la chiusura, come già accaduto a Pomigliano, gli operai devono votare per una riduzione dei propri diritti. Il referendum si concluderà con una misera vittoria del Si e lascerà fuori dalla rappresentanza sindacale in aziena la Fiom Cgil, non firmataria dell'accordo
Regia Jacopo Chessa ha scelto la forma del reportage, dando la parola agli operai, ma anche a sindacalisti, analisti, politici, e aggiungendo una voce off che fa da raccordo ed esplicita alcune tematiche tecniche, come la fuoriuscita dei dipendenti di Mirafiori dal contratto nazionali, altrimenti difficilmente digeribili per i non esperti. “L'Accordo” è stato poi diviso in capitoli, ognuno dei quali tratte le tematiche più interessanti e pregne di significato, aiutando lo spettatore a non perdersi nel mare delle contraddizioni che ruotano intorno all'intera vicenda
Recensione “L'accordo” non punta sulla qualità della fotografia o sul montaggio. Da un punto di vista visivo, infatti, il film appare scarno, fatto perlopiù di interviste con pochissime immagini di copertura. La scelta è ovviamente funzionale al senso complessivo, conferendo alla pellicola una sorta di oggettività tipica dei saggi scientifici e non dei romanzi d'autore. Attraverso il montaggio che alterna i vari contraddittori punti di vista, apparentemente il regista assume una posizione neutra, inducendo lo spettatore a scendere in campo e scegliere da che parte stare. Più si va vanti e si entra nel dettaglio, più lo scarto tra chi è a favore e chi contro appare netto e marcato. Jacopo Chessa inoltre cerca di contestualizzare la vicenda con l'intera storia della fabbrica: durante le primissime riprese del film risulta di grande impatto il richiamo alla marcia dei quarantamila, la storica manifestazione dei quarantamila quadri Fiat che il 14 ottobre 1980 segnò una forte frattura con la controparte operaia, e che, per associazione, qualifica come epocale anche il nuovo accordo proposto dalla dirigenza. Colpisce anche la contrapposizione continua dei giudizi di chi pensa che in realtà l'accordo sia positivo, perché sostanzialmente non toglie nulla agli operai di Mirafiori ma semplicemente li equipara ai loro colleghi europei, e chi, invece, crede che con questo nuovo contratto la condizione di lavoro si avvicini più agli operai Usa o dei paesi in via di sviluppo, qualificando quindi negativamente l'aver rinunciato alla lotta sotto la minaccia pressante, e forse illecita, della chiusura dello stabilimento
Il regista Jacopo Chessa è stato ricercatore universitario sulla storia del cinema francese degli anni Cinquanta e Sessanta all'Université de Paris III – Sorbonne Nouvelle e collaboratore con l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. Ha poi fondato Prime Bande nel 2010, con cui ha poi prodotto “Torino Hardcore” (2011), documentario sulla scena punk degli anni Novanta
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
Kim Kardashian rivela di avere la stessa malattia che causò la morte di suo padre
Kim Kardashian rivela di soffrire di esofagite, la stessa patologia che causò la morte del padre Robert nel 2003.
La serie Netflix che mescola Percy Jackson e Stranger Things: 28 episodi di puro mistero
Locke & Key su Netflix: serie fantasy completa in 3 stagioni con vero finale. Storia di chiavi magiche, demoni e amici.
La serie thriller mozzafiato su Prime Video con Chris Pratt sta per tornare: perché vederla
The Terminal List 2 debutta il 21 ottobre su Prime Video con 8 episodi. La serie con Chris Pratt torna più matura.
Prefettura violata, banca ingannata: l'attacco hacker che ha esposto 680 clienti Revolut
[Hacker ingannano Revolut fingendosi polizia con PEC della Prefettura di Reggio Calabria. Rubati dati di 680 clienti.
Romics 2026: la 37ª edizione a Fiera Roma, il programma
Romics 2026, il programma, gli ospiti
Taormina Music Awards 2026: il programma
Taormina Music Awards 2026, il programma, gli ospiti
La serie di 5 stagioni che nessuno ha visto ma che i fan di Sex and the City stavano cercando
The Bold Type è il vero erede spirituale di Sex and the City. Scopri perché questa serie ha catturato l'essenza di SATC.
Napoli-New York: come Trieste è diventata la Grande Mela degli anni '40 nel film di Salvatores
Scopri come Gabriele Salvatores ha trasformato Trieste in New York per il film Napoli-New York.