Il buono il brutto e il cattivo, il film di Sergio Leone con Clint Eastwood
Il buono il brutto e il cattivo, il western politico di Sergio Leone che attraverso l'uso chirurgico di montaggio e colonna sonora riesce a scavalcare il mondo della parola
Il buono il brutto e il cattivo di Sergio Leone. Il buono, il brutto e il cattivo (1966) è il film di Sergio Leone che conclude la cosiddetta “trilogia del dollaro”. Insieme a Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più, porta infatti a compimento la visione poetica del regista, tanto debitrice alla narrazione di Omero e crea quello che può essere definito come l’epos europeo del Far West.
Il buono il brutto e il cattivo di Sergio Leone trama. Il Brutto (Eli Wallach) e il Buono (Clint Eastwood) sono in società. Sulla testa del Brutto (Tuco) pende una taglia non da poco e il Buono (altrimenti il Biondo) lo consegna di volta in volta allo sceriffo del posto incassando il denaro, aspetta che sia condannato all'impiccagione e poi lo libera. Così, ogni volta. Parallelamente il Cattivo (Lee Van Cleef) è in cerca di un malloppo sepolto in un cimitero, sotto una tomba di cui bisogna scoprire l’esatta collocazione. I loro percorsi però sono incidenti e la loro meta diventa la stessa, anche se ognuno diffida dell'altro.
Il buono il brutto e il cattivo recensione. Il buono, il brutto e il cattivo fu accolto dalla critica come un film di grande sperimentazione, esplora infatti molte delle possibilità del genere western. È un film praticamente muto, i dialoghi sono ridotti all’osso il montaggio alternato e l’indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone si dimostrano perfettamente in grado di prendere il posto della parola. Gli sceneggiatori storici di Leone (Age & Scarpelli e Luciano Vincenzoni) fecero sintetizzare a Tuco (il Brutto) la sintesi di questa un'estetica cinematografica nella frase: "Quando si spara non si parla. Si spara!".
Sergio Leone. Sergio Leone era fermamente convinto che il più grande sceneggiatore di tutti i tempi fosse Omero. I suoi personaggi, gli dei dell’olimpo greco, ospitavano infatti gli stessi peccati e desideri degli uomini, rappresentavano già gli archetipi individualisti che si trovano nel mondo del western. È attraverso questa lente, la lente del mito e della leggenda, che il regista riesce a veicolare il suo personale messaggio politico. Sergio Leone cala le vicende narrative dei suoi personaggi in uno Spazio e in un Tempo larghi e sospesi, ma non senza Storia. Il buono, il brutto e il cattivo si muovono infatti all’epoca della Guerra di Secessione, che guarda caso ricorda molto la Grande Guerra.
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