Il bambino di Mamma, ho preso il morbillo oggi insegna scienze: addio Hollywood senza rimpianti
Alex D. Linz, il bambino di Mamma ho preso il morbillo, ha lasciato Hollywood per diventare insegnante di scienze.
Prendere il posto di Macaulay Culkin sembrava una missione quasi impossibile. Quando nel 1997 esce nelle sale Mamma, ho preso il morbillo, la saga di Mamma, ho perso l'aereo cambia protagonista e affida il ruolo del piccolo Alex Pruitt a un bambino di appena otto anni: Alex D. Linz. Per molti spettatori il suo volto resta ancora oggi legato a quel film, inevitabilmente messo a confronto con i primi due capitoli della saga che avevano consacrato Culkin come icona degli anni Novanta. Ma chi era davvero quel bambino biondo con il caschetto che riempiva la casa di trappole ingegnose per fermare quattro criminali? E soprattutto, dove è finito oggi?
La storia di Alex D. Linz è particolarmente interessante perché rappresenta un'eccezione nel panorama degli ex bambini prodigio di Hollywood. Nato il 3 gennaio 1989 a Santa Barbara, in California, Alex arrivava da una famiglia con un forte legame con il mondo accademico: il padre Daniel era professore universitario, mentre la madre Deborah lavorava come avvocato. Prima di diventare il protagonista di Mamma ho preso il morbillo Linz aveva già accumulato diverse esperienze significative. Nel 1996 aveva recitato in Un giorno per caso, commedia diretta da Michael Hoffman nella quale interpretava il figlio del personaggio di Michelle Pfeiffer, recitando accanto a George Clooney. Non male per un curriculum da bambino.
Schede
Dopo Home Alone 3, Linz non scomparve affatto dalle scene. Anzi, per diversi anni continuò a lavorare con una certa regolarità, costruendo una filmografia rispettabile. Nel 1999 arrivò un'altra esperienza particolarmente significativa: prestò la voce al giovane Tarzan nel film d'animazione Disney Tarzan. Nello stesso periodo partecipò ad altri progetti cinematografici, alternando cinema e televisione con naturalezza.
Parallelamente continuò a lavorare in televisione, comparendo in E.R. - Medici in prima linea e nella serie Providence. Tra i suoi lavori successivi figurano inoltre diversi film per la Disney e per il circuito televisivo. L'ultima esperienza cinematografica di Alex D. Linz risale al 2007, quando recitò in Choose Connor. Da allora non è più tornato stabilmente davanti alla macchina da presa. A differenza di molte storie di ex bambini attori – spesso segnate da scandali, dipendenze o vicende giudiziarie – il suo allontanamento da Hollywood appare legato a una scelta personale lucida e ponderata.
Dopo il liceo, Linz si iscrisse all'Università della California, Berkeley, dove studiò Scienza, Tecnologia e Società. Si laureò nel 2011, ma durante gli anni universitari non abbandonò completamente la dimensione dello spettacolo: partecipò infatti al gruppo di improvvisazione comica Jericho, esperienza che gli permise di mantenere almeno in parte un rapporto con la recitazione, anche se in forma completamente diversa rispetto ai set hollywoodiani. Successivamente proseguì la formazione alla UCLA, dove nel 2017 ottenne un master in Urban and Regional Planning, cioè in pianificazione urbana e regionale.
Ma che cosa fa oggi Alex D. Linz? Le informazioni pubbliche disponibili negli ultimi anni lo collocano lontano dal mondo dello spettacolo. Dopo gli studi ha lavorato in ambiti legati alla scienza, all'educazione, alla pianificazione e alla ricerca. Nel corso del tempo è stato associato anche al Watershed Conservation Authority di Los Angeles e a incarichi legati alla pianificazione urbana e alle politiche pubbliche.
Fonti recenti lo indicano come ricercatore legale nell'area di Los Angeles e come docente responsabile di scienze. Due professioni lontanissime da quelle che il pubblico immaginava quando lo vedeva sul grande schermo con quell'iconico caschetto alla "piccola peste". La vera trasformazione di Alex D. Linz non sta nel suo aspetto fisico o nella distanza temporale da quel bambino del 1997. Sta nella capacità di aver riscritto completamente la propria narrazione, passando da attore bambino a professionista nell'ombra, da volto noto a cittadino qualunque, da protagonista a persona che ha scelto la normalità come forma più alta di libertà.
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