Festival di Venezia 2017: recensione del film 'Jusqu'à la garde'
"Jusqu'à la garde" è il film in concorso presentato alla Mostra del Cinema di Venezia
Mostrare una famiglia con i genitori divorziati, il figlio Julien (Thomas Gioria) che non vuole andare dal padre per il week end perché timoroso, e la madre che si rende irrintracciabile all’ex marito è più un caso da docu-drama televisivo che racconto cinematografico.
Questo è “Jusqu’à la garde” di Xavier Legrand, che racconta un caso di affido familiare non illustrando fino al termine che il motivo dell’allontanamento affettivo dei figli nei confronti del padre è causato dalle percosse inflitte alla madre.
E in tale attesa della scoperta, vediamo il padre Antoine Besson (Denis Ménochet) mentre va a prendere il figlio Julien, lo porta dai nonni, e cerca di scoprire da lui perché l’ex moglie Miriam Besson (Léa Drucker) lo eviti e dove abiti ora.
Il regista Legrand ambisce in questa maniera a far dubitare lo spettatore che il colpevole di tale situazione non è solo lui, bensì che anche Miriam possa essere causa di tali dissidi che hanno condotto al divorzio. In realtà è solo Antoine l’artefice della distruzione della famiglia a causa dei suoi modi violenti, ma il regista volontariamente omette queste informazioni, con una scelta che è furba quanto inutile.
Senza tale tassello fondamentale, il film “Jusqu’à la garde” diventa superfluo quanto era essenziale quell’omissione. L’interpretazione sofferta dei protagonisti cerca comunque di far emergere un pathos che solo le vittime di stalking possono provare.
Ma ciò non basta per sorreggere un sceneggiatura dalla successione di sequenze prevedibile, dettagli superflui, movimenti di macchina in soggettiva nel furgone di Antoine come se fosse un inseguimento. A ciò si unisce anche una linea narrativa secondaria non sviluppata, come quella della figlia Joséphine Besson (Mathilde Auneveux)
che si frequenta con un ragazzo ed in bagno fa un test di gravidanza: non si comprende perché tale vicenda incida su quella dei genitori divorziati, né perché lei non interagisca mai con il padre, pur se lo odia.
Resta il volto del piccolo Julien, che piange mentre cerca di difendere la madre dal padre, unico momento autentico in una storia da dozzinale cronaca nera.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
MoliseCinema 2026, il programma del festival
MoliseCinema 2026 si svolge dal 4 al 9 agosto a Casacalenda con Barbara Ronchi, Elio Germano, oltre 50 film in concorso
Sziget Festival 2026: Line-up e programma
Sziget Festival 2026 a Budapest: concerti e novità musicali
Notti di Cinema a Roma, il programma dal 3 al 9 agosto
Notti di Cinema a Roma: il programma dal 3 al 9 agosto tra Piazza Vittorio, Villa Lazzaroni, Parco Tevere, Villa Bonelli
Monferrato On Stage 2026, il programma
Monferrato On Stage 2026, Dutch Nazari in concerto a Moncalvo l’8 agosto: il programma
Villa d’Este celebra Pinocchio e i 200 anni di Collodi con cinema, musica e audiovisual mapping
Villa d’Este celebra i 200 anni di Collodi con due serate dedicate a Pinocchio tra cinema, musica e audiovisual mapping
Edinburgh Film Festival 2026, il programma dei film in anteprima mondiale
Edinburgh Film Festival 2026: gli undici film in anteprima mondiale e gli incontri con Ken Burns, Ewan McGregor
Filming Italy Venice Award 2026, Ella Bleu Travolta ambasciatrice e Letizia Arnò madrina
Filming Italy Venice Award 2026: Ella Bleu Travolta ambasciatrice e Letizia Arnò madrina. La cerimonia il 6 settembre.
Dolomiti Blues & Soul Festival 2026: Programma e Location nel Cadore
Scopro il programma del Dolomiti Blues & Soul Festival 2026 nel Cadore