Festival di Venezia 2017, 'Il sapore del riso al tè verde': recensione del film
Il film "Ochazuke no aji (Il sapore del riso al tè verde)" è stato presentato alla 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, nell'ambito della sezione Venezia Classici.
Abbiamo guardato il film diretto da Yasujirō Ozu e intitolato "Ochazuke no aji (Il sapore del riso al tè verde)", presentato alla 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia in versione restaurata nell'ambito di Venezia Classici.
Il racconto si svolge attorno al rapporto tra Taeko (Michiyo Kogure) e Mokichi (Shin Saburi), una coppia sposata ma il cui legame è privo di coinvolgimento emotivo. Il loro matrimonio era stato combinato pertanto è assente una vera e profonda intesa tra i due.
Le convinzioni di Taeko e l'infelice considerazione che ha del marito aumentano progressivamente quando sua nipote Setsuko dev'essere convinta a sposare un uomo che non conosce e verso il quale non nutre alcun sentimento.
Taeko ignora il rifiuto di sua nipote, la cui volontà è invece accettata da Mokichi che è consapevole della realtà negativa che può derivare da un matrimonio combinato. In un vortice di bugie, la questione di Setsuko finisce per incrementare la distanza tra Taeko e Mokichi.
Il film descrive un rapporto privo di fondamenta emotive necessarie alla positiva riuscita del rapporto coniugale. I due protagonisti sono persone di diversa estrazione sociale, Taeko concede importanza alle apparenze mentre Mokichi, cresciuto in campagna, rimane profondamente legato al gusto delle piccole cose.
Taeko mente spesso a Mokichi, critica gran parte dei suoi atteggiamenti tra cui il modo con cui è solito mangiare il riso con il tè verde. La trama è finalizzata a sovvertire le convenzioni di Taeko e ciò avviene a seguito di un evento che pone la donna di fronte a un inaspettato sviluppo di consapevolezza. A seguito di un diverbio legato a sua nipote Setsuko, Taeko si allontana da Mokichi, quest'ultimo tenta invano di parlarle e informarla del suo trasferimento in Uruguay per lavoro.
Taeko riceve una comunicazione ma quando torna a casa suo marito è già partito. Solamente un guasto ai motori dell'aereo riporta indietro Mokichi, il quale è accolto dalla moglie in modo insolito rispetto ai consueti comportamenti della donna.
La parte finale del film concretizza la volontà di rappresentare il superamento delle convinzioni e il cambiamento di prospettive in favore della semplicità, espressa nella scena conclusiva che ritrae la coppia mangiare insieme il riso al tè verde e gustare il suo sapore.
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