Federica Lisi Bovolenta con Anna Cherubini, Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo
Memoir – In libreria \"Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo\" di Federica Lisi Bovolenta con Anna Cherubini: un libro per ricordare Bovo, l\'uomo della vita e il padre da far conos
Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo (Mondadori) è una storia d\'amore “che resta in vita anche... dopo”. Ed è una storia di amicizia, quella tra Federica Lisi Bovolenta e Anna Cherubini.
Con l\'aiuto di una nuova speciale amica, \"la collaboratrice del libro\", Federica decide di raccontarla questa storia “per mettere insieme le mie due metà”, quella di prima della tragedia e quella di adesso. L\'amore per Bovo, \"infinito degli infiniti\", continua per vie misteriose, ma concrete. I figli devono avere una mamma “tutta intera”.
Bovo e la Lisi. “Mi chiamo Federica Lisi Bovolenta, ho trentasette anni e cinque figli. Sono la moglie di Vigor Bovolenta, il campione di volley che in molti ricorderete, quel pezzo di uomo con i ricci sulla faccia, duecentotrè centimetri di altezza, che poi è lo stesso numero delle partite che ha giocato in Nazionale, mentre cinquecento e passa le ha giocate in Serie A. Bovolenta ha vinto molto: medaglia d\'argento alle Olimpiadi del \'96, World Cup, Europei, World League, quarto posto Olimpiadi Pechino 2008 e altro. Vigor Bovolenta. Bovo per gli amici e per me”.
Il gigante del Polesine è uno che non molla mai. Con il numero 16 sulla maglia ha acceso l\'entusiasmo nazionale per la pallavolo. Tutta l\'Italia segue con orgoglio la “generazione di fenomeni” guidata dal coach Julio Velasco.
La scelta di lasciare la serie A per il Forlì in B2 è dettata dall\'esigenza di stare accanto alla propria famiglia. La sua vita è la pallavolo, ma ha già fatto molti sacrifici lontano da casa.
BOVO PER SEMPRE uno striscione onnipresente, un infinito a cielo aperto con cui convivere: “Io, ora che lo so, cerco di non avere paura, di essere forte. È da un anno che mi sforzo di esserlo ogni giorno. Ci sono momenti in cui penso che cederò e manderò tutto all\'aria. Altri in cui penso che sarò più forte di qualunque cosa che mi possa capitare. Mi trovo sempre tra le due cose estreme, la migliore o la peggiore. E alla fine quello che sento dentro mi riporta a lui, a Bovo per sempre”.
Volley Forlì – Lube Macerata si gioca il 24 marzo del 2012 di sabato sera. Alle 22,50 Federica riceve la telefonata del presidente Giovanni Gavelli: “Bovo si è sentito male”.
La corsa in ospedale, la notizia che intanto si diffonde prima del suo arrivo.
“Io muoio tra cent\'anni, non mi ammazza più nessuno!” - dirà Federica ai medici - “Non so perchè lo dico e perchè lo penso. Forse per dichiarare guerra al destino dopo che me l\'ha dichiarata lui. O forse parlo semplicemente a me stessa, ai miei figli, a Bovo (…) Quella frase detta istintivamente ai medici torna tra i pensieri. Gli anni futuri di Bovo, che se ne sono andati in quello stupido attimo di partita, me li prendo io, e insieme ai miei faranno cento anni. Ne ho vissuti trentasei, e quelli che mi aspettano non sono meno importanti”.
Un gigante buono Bovo, con un cuore che decide di fermarsi “senza lasciare istruzioni”. Senza segnali che possano prevedere la tragedia: “lo ha fatto così, un po\' a cazzo, mi si conceda l\'espressione” racconta Federica perchè “noi eravamo quelli che dicono non ci lasceremo mai”. Ora “tu in cielo io in terra”.
Alessandro, Arianna, le gemelle Aurora e Angelica, i figli hanno tutti nomi che iniziano con la A, una vocale forte, aperta alla vita: “Aurora e Angelica sono arrivate un anno prima che Bovo se ne andasse. Ho capito perchè sono arrivate: il disegno atroce del destino forse esisteva già, e c\'era bisogno di un ambiente forte per contrastarlo. Bisognava creare una famiglia numerosa, dove ognuno avrebbe aiutato l\'altro. Per questo le gemelle si sono presentate insieme. Più casiniste e bisognose che mai. Loro riescono sempre, con i loro modi, i loro passi veloci che ti fregano sul tempo, a portare in casa qualcosa di allegro. Non possono rattristarsi, non possono sapere come sono andate le cose, sone leggere, sono le femmine dell\'harem, la disperazione di Alessandro, il divertimento di Arianna, la distrazione mia. E nei momenti più difficili, me le prendo in braccio tutte e due insieme, le faccio girare in aria come faceva Bovo, affondo la mia faccia nelle loro pance. E loro ridono, sempre”: Federica immensa, che accoglie quella “vita piena di coraggio, insieme a cinque figli” lasciatale da Bovo.
Dopo la sua scomparsa, infatti, scopre di attendere il quinto figlio. E\' Andrea che significa “uomo coraggioso” perchè il coraggio, la forza e il sorriso, in casa Bovolenta proprio non mancano.
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