Lasciami Entrare, Il Remake... Ma Anche, Lasciateli Stare!
Dopo neanche due anni, ecco che i filmakers americani ci propinano il remake di un capolavoro del cinema svedese Lasciami entrare del regista Thomas Alfredson, il quale tra il 2008 e il 2009 ha vinto svariati premi a numerosissimi festival internazionali, tra cui un Best Narrative Feature al Tribeca Film Festival.
Lasciami entrare è un film tratto dal romanzo di John Ajvide, di cui lui stesso ha curato la sceneggiatura ma viene erroneamente classificato come horror, certo presenta tratti sanguinari e atmosfere lugubri, ma in prevalenza è una pellicola che usa una forte metafora per arrivare ad un linguaggio decisamente rivolto al sociale, in cui la solitudine e la ghettizzazione prevalgono su ogni aspetto a tinte forti.
Ambientato in un fredda e innevata Stoccolma, è la storia Oskar e Eli, due 12enni che per cause diverse sono emarginati dal resto della società. Nel quartiere in cui abitano incominciano a verificarsi degli strani omicidi che gettano nel terrore l'intera comunità. Oskar invece ne rimane quasi affascinato, manifestando così, pensieri funesti in cui l'autore dei crimini possa far giustizia sui suoi "aguzzini".
Il legame tra i due ragazzi cresce, finché la ragazzina esterna la sua vera natura di vampira, fino a quando la situazione risulterà insostenibile per entrambi e decideranno di partire.
In questi giorni al Comic-Con di San Diego, la fiera mondiale dell'intrattenimento per eccellenza, è stata presentata la locandina ufficiale del nuovo film
Perché ci chiediamo noi, andare ad intaccare un'ottima pellicola a così poca distanza dalla sua originale uscita sul mercato? Per quanto potrà essere ben confezionato di certo la pellicola made in U.S.A. mancherà di quell'appeal e dell'originalità che contraddistinguono un qualunque film europeo, è di certo lascerà l'amaro in bocca alla maggior parte dei cinefili, amanti non solo di film di genere, ma per qualunque intenditore di cinema.
Il quesito che ci poniamo, assistendo spesso a queste manovre commerciali di ben poca lungimiranza creativa è, come sia possibile che il pubblico americano si faccia abbindolare da queste scelte, chiamiamole pure di "...stile economico", e preferire un prodotto scopiazzato e di certo più blando degli originali da cui vengono tratti?
Noi pubblico siamo ben più che coscienti della mancanza di idee in cui annaspano gli sceneggiatori d'oltre oceano, ma riprendere, così come è successo con REC o anche con le pellicole provenienti dall'oriente The Ring ecc., rimaneggiare e depurare, perché alla fine è solo questo, a distanza di così poco tempo degli ottimi film per farne discussi successi da cassetta, mi fa porre non poche domande!
Lascio a ognuno di voi il proprio intimo commento.
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