Heineken Jammin' Festival: E Il Terzo Giorno Fu Il Trip (Hip) Hop
Quasi in quindicimila per la serata targata hip hop: sul palco Ayris (ex Syria), Club Dogo, N.E.R.D., Cypress Hill. Poi si materializzano loro, i Black Eyed Peas, accolti con un boato d'ovazione che tradisce l'impazienza di un'attesa trepidante.
La parola d'ordine e' spettacolo, un mix accorto di effetti ultra speciali e costumi che rivelano quel tanto di gusto baroccheggiante a servizio dell'intento dichiarato: divertirsi e divertire. Un mutuo scambio d'intesa a ritmo di un sound accattivante che coinvolge. Ci si scatena con i classici di repertorio: Started, Rock that body, Meet me the Halfway, Alive, Shut Up, I got a Feeling.
I capostipiti della DJ Hero Generation non mancano di citare Michael Jackson (Thriller) - con Will.i.am in giacca militare e maschera d'argento - ma anche Jurt Cobain (Smells Like Teen Spirit), di fronte al pubblico ormai in delirio. Chissa' se qualcuno avra' captato un malogesto, un'occhiataccia furtiva intercorsa tra la supersexy Fergie, in stivaloni e calze a rete, e Will.i.am: corrono chiacchiere, infatti, che la convivenza artistica tra i due sia giunta al capolinea. Puntualmente smentite su Twitter. Scaramucce passeggere, difficile resistere a una tigrotta come Fergie, anche per un navigato della stazza di Will.i am. E comunque, dopo ogni tempesta torna sempre il sereno: l'Heineken Jammin' Festival docet.
Di tutt'altro genere, sull'altra sponda musicale, verso mezzanotte vanno in scena i Massive Attack. Tornati, dopo sette anni di sacro silenzio, con l'album Heligoland: sono la leggendaria band di Bristol impegnata politicamente, i geniali sintetizzatori del trip hop, soul sound di origine controllata, contaminato con l'hip hop piu' periferico (non proprio quello dei Black Eyed Peas, per intenderci).
Prima della performance, Robert "3D" Del Naja, leader dei Massive Attack, parla del brano scritto due anni fa, ispirato dalla lettura di Gomorra: Herculaneum, inserito nella colonna sonora dell'omonimo film di Matteo Garrone. E' amareggiato per come Saviano sia criticato in Italia per diffondere un'immagine non proprio edificante del Belpaese: "lui non ha fatto altro che raccontare la verità, cose che tutti sanno che esistono. Questo accade in tutto il mondo: ai governi non piace che si racconti che i nostri soldati quando tornano a casa devono disintossicarsi o che in Sri Lanka c'è la prostituzione minorile. E' la verità che fa paura".
I Massive Attack sono attesi a Torino stasera, ore 21.30, ai Giardini della Reggia. Lasceranno l'Italia domani, alla volta del Montreux Jazz Festival.
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