Giorgio Albertazzi, quasi un secolo di beltà per il dandy che festeggia in scena
Ieri, martedì 20 agosto 2013, l'ultimo grande del teatro italiano ha compiuto novant'anni e li ha vissuti da attore e regista, recitando alla Versiliana di Marina di Pietrasanta in “Io ho quel che ho
Giorgio Albertazzi ha spento ieri novanta candeline. Un'esistenza trascorsa a calcare il palcoscenico, fra l'odore del legno, il luccicare dei costumi, i trucchi di scena. Versi da ripetere a memoria e polvere di stelle. Per un sogno lungo quasi secolo. Quello che asseconda il fuoco sacro dell'attore: una vocazione assai imperiosa, una passione inspiegabile a parole, un destino quasi inesorabile. La sorte di chi sceglie la strada della recitazione è raminga e complessa, ma dicono che l'appagamento assicurato dall'arte e dagli applausi compensi ogni difficoltà. Certo di questo parere deve essere l'Albertazzi, ultimo grande del teatro italiano, dopo che Carmelo Bene, Rossella Falk, Vittorio Gassman ed Anna Maria Proclemer sono scomparsi.
Recitando alla Versiliana di Marina di Pietrasanta in “Io ho quel che ho donato”, spettacolo che rende omaggio a Gabriele D'Annunzio, Giorgio ha festeggiato il proprio compleanno, lui che, come il celebre principe di Montenevoso nativo di Pescara, è stato un esteta in tutti questi anni, capace d'immolarsi alla bellezza, godendo del suo essere dandy e dell'avvenenza femminile. Meriterebbe gli onori da parte dell'Italia, paese notoriamente fondato sulle belle arti. Eppure la nostra nazione a volte dimentica di ringraziare i suoi cittadini più brillanti e, nella serata toscana, Albertazzi ha dovuto accontentarsi di un party fatto di musica, brindisi, fiori e torta.
Lo splendido artista, venuto alla luce a Fiesole, in provincia di Firenze, è sposato dal 2007 con la nobildonna Pia de' Tolomei. Ha scritto tre libri: “La nave dei liberti” del 1952, “Uomo e sottosuolo” del 1976 e “Un perdente di successo” del 1988. Il 2 aprile 2002 è stato premiato con la “Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte” sotto la dicitura “attore, sceneggiatore e regista; uno dei più grandi interpreti del repertorio classico e moderno, attualmente direttore della Scuola di Teatro a Bagni di Lucca”.
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