The Grudge: una regia di suspense per il film horror prodotto da Sam Raimi

Cinema / Editoriali - 18 February 2020 16:00

The Grudge, il film horror al cinema dal 27 febbraio prodotto da Sam Raimi

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The Grudge è il film horror nelle sale dal 27 febbraio, diretto da Nicolas Pesce. La storia è quella di una casa infestata da uno spirito vendicativo che negli anni perseguita coloro che vi entrano, fino a condurli ad una morte violenta. Il film è basato sulla sceneggiatura originale di Takashi Shimizu, che ha realizzato il remake americano del 2004 e dal titolo “Ju-On”.


Film The Grudge

Il regista Nicolas Pesce ha voluto ricreare nella regia una suspense che aumenta lentamente. Per questo ha scelto come Production Designer il canadese Jean-Andre Carriere: “Cercavamo qualcuno che avesse già girato a Winnipeg - ha detto Pesce - per sapere cosa c'era a disposizione e che tipo di troupe potevamo assumere". Carriere infatti aveva già realizzato vari film, e si è inserito nell’obiettivo di Pesce che era quello di scegliere ambienti naturali.




La regia di Nicolas Pesce per il film The Grudge

A questo realismo scenografico se ne è unito uno registico, tanto che la macchina da presa doveva pedinare i personaggi a seconda della storia che rappresentavano. Ad esempio la protagonista, la detective Muldoon (Andrea Riseborough) viene filmata in maniera stabile: "Lei è il poliziotto, e il suo è il filo centrale che lega tutti gli altri fili. Quindi le abbiamo dato uno stile molto particolare", con la macchina da presa che si muove su un carrello o un treppiede. Per le altre vicende intrecciate alla sua invece si è optato per uno stile un po' più estremo, “e forse a una stilizzazione un po' più profonda".


Per le riprese effettuate all'interno della casa dei 44 Reyburn Drive, dove risiedono i coniugi Matheson il clima è più severo. "Vivono nella casa appositamente per comunicare con i fantasmi, in un luogo infestato - afferma il direttore della fotografia Zachary Galler - Così quella casa è più tetra, sporca e ha maggiore atmosfera. E ci sono angoli più oscuri".

La suspense è stata creata completamente nella macchina da presa, senza affidarsi agli effetti visivi, con persone che entrano ed escono dalle tenebre, riuscendo a far comprendere allo spettatore cosa guardare e cosa provare: “Lo spettatore non si rende conto che qualcosa sta per uscire dall'angolo, e poi ciò avviene”, dice Pesce.




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