Il mistero del Lago Roopkund: dai primi scheletri rinvenuti alle leggende

Daily / Editoriali - 10 February 2021 11:30

Il mistero del Lago Roopkund, tristemente noto come Skeleton Lake, tra scienza leggende locali e pellegrinaggi

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Dove si trova il Lago degli scheletri

Il lago Roopkund è situato a 5029 metri sul livello del mare, incastonato nelle montagne dell'Himalaya, in India. È di dimensioni ridotte, di appena 40 metri ma il mistero che lo circonda lo sovrasta in fama. Infatti, durante la Seconda guerra mondiale, un militare britannico scoprì che il lago ghiacciato era attorniato da scheletri umani. Erano sparsi in diverse fasce di terreno vicino, e si trattava di diverse centinaia di individui di origine sconosciuta. Alcuni arti erano disarticolati, tre individui avevano fratture da compressione non cicatrizzate, altri conservavano lesioni alla testa. Essendo il luogo inaccessibile se non a piedi, non è abitato. Dopo tale scoperta ha subìto un incremento turistico notevole, tanto che i visitatori si posizionano con tende nelle vicinanze. Il punto più vicino da raggiungere è Gopeshwar, cittadina sulle colline del Garhwal e capitale del distretto di Chamoli che dista solo 40 chilometri dal lago Roopkund: la città si trova a 1.550 metri di altezza, e scalare da lì per raggiungere i 5029 metri è un'impresa ardua (guarda su Google Maps).

Le ipotesi dei primi ritrovamenti degli scheletri

Mentre il mistero si infittisce nel tempo, si rincorrono teorie ed ipotesi sulla presenza degli scheletri nel lago sperduto tra gli spuntoni rocciosi dell'Himalaya. Un luogo aspro e difficile da raggiungere non favorisce la scoperta della causa che ha determinato un simile e macabro scenario. Pertanto si rimane nel campo delle ipotesi, le quali si alternano tra cause mistiche o più naturali: chi attribuisce le morti alla collera di una potente e vendicativa dea, e chi invece le definisce come il tentativo di un esercito, quello giapponese, di valicare la montagna, o chi le considera i resti di una moltitudine accalcatasi attorno al focolare nel tentativo di resistere al gelo. Al momento si stanno conducendo studi che non hanno permesso di risolvere il dilemma, sebbene l’esame delle ossa ha permesso di escludere che potessero appartenere ai soldati giapponesi.

La storia del DNA

In base all'analisi del DNA sulle ossa dei 38 scheletri si è scoperto che esse appartengono a tre gruppi genetici distinti. Il primo gruppo è collegabile ad indiani, anche se le popolazioni paiono vissute in tempi distanti tra loro. Un secondo gruppo si focalizza su individui originari del Mediterraneo orientale, in particolare Grecia e Creta.
Un terzo gruppo appartiene a popolazioni del sud-est asiatico. I gruppi contrassegnati con Roopkund_A e Roopkund_B sono separati nel tempo da circa 1000 anni, con le date calibrate che vanno dal VII al X secolo d.C. Altri individui risalgono ad un lasso temporale che oscilla tra l'anno 675 e 769, mentre un altro gruppo oscilla tra il 894 e 985, suggerendo che anche questi individui potrebbero non essere morti simultaneamente. Ma il cluster Roopkund_B è più sconcertante: si ipotizza che gli individui discendano da popolazioni indo-greche stabilitesi dopo l'impero di Alessandro Magno, che potrebbero aver contribuito all'ascendenza ad alcuni gruppi odierni come i Kalash.

Le leggende del Lago degli scheletri

Degli scheletri a Roopkund Lake, tristemente noto come Skeleton Lake, esistono testimonianze che risalgano al IX secolo. Tuttavia, è dopo la scoperta nel 1942 che il mondo scientifico si interessa al mistero.

Della presenza degli scheletri, circolano almeno due leggende locali. Una ha come protagonista Nanda Devi, dea suprema, nella leggenda locale che racconta le sue origini. Nativa del villaggio di Nauti del distretto di Chamoli nella regione dell'Uttarakhand, è sposa di Shiva, tra gli dei più venerati e potenti dell'induismo. Mentre i due neo sposi sono in viaggio, come da tradizione nella casa di lui sita a Homkund, lei soffre la sete e lui crea un lago (BendiKund) per permetterle di abbeverarsi. Durante il tragitto Nanda Devi manifesta il desiderio di rinfrescarsi, lo sposò la accontenta creando un altro lago dedicato alla sua bellezza, il Roopkund.

Un'altra leggenda locale ha come protagonista il re di Kanauj, Raja Jasdhaval. La sua consorte, Rani Balampa, rimane incinta. Il sacerdote di Kanauj suggerisce un pellegrinaggio a Homkund, per ottenere la benedizione della potente Nanda Devi. Tuttavia si narra che il pellegrinaggio dei reali, seguito da festaiole figure di intrattenimento, abbia offeso la dea che punì il gruppo con una tempesta di grandine. Sembra che la coppia reale abbia ottenuto il perdono di Nanda Devi, ma venne successivamente aggiunto nella sua lista nera per non aver infine compiuto il pellegrinaggio in suo onore. Altre versioni della leggenda puntano sull'ira della dea in conseguenza all'aver portato la moglie Rani Balampa oltre l'area di Bedni Bugyal, zona vietata alle donne, o in conseguenza di un parto durante il pellegrinaggio non opportunamente celebrato secondo tradizione.

Nanda Devi Raj Jat Yatra: il pellegrinaggio

Nandi Devi è tra le divinità più potenti nella regione dell'Uttarakhand. Con 'Nanda Devi Raj Jaat Yatra' le guide turistiche indicano il celebre pellegrinaggio, in onore della dea, che simboleggia l'abbandono della casa paterna da parte della sposa verso quella del marito, sancendo con la benedizione della dea il passaggio ad una nuova vita. Il pellegrinaggio avviene ogni 12 anni. È una camminamento tra i più duri  attraverso un percorso tra foreste, ghiacciai, fiumi ed alte altitudini. È lungo 280 km. Si stimano 3 settimane per compierlo. La tappa iniziale è il villaggio di Nauti, Karnaprayag, quella finale a Roopkund. L'ultimo pellegrinaggio risale al 2014, quindi il prossimo è atteso per il 2026.

Turismo

Roopkund non è soltanto il luogo del mistero, del macabro ritrovamento, delle teorie non ancora appurate sulle cause che hanno generato un simile ritrovamento. Ma anche una metà turistica per gli escursionisti e gli scalatori appassionati delle vette e dei valichi di montagna. Nonostante i nomi che gli vengono attribuiti, rimane pur sempre un lago glaciale posto a 5020 metri di quota, situato nella regione geografica indiana dello Uttarakhand. Il panorama mozzafiato ne fa una meta ambita per gli amanti del trekking: ma sebbene l’ambiente sia suggestivo, innevato e ghiacciato nel freddo dell’inverno e pietroso nella freschezza estiva, ciò che più di ogni altro motivo spinge gli amanti della montagna ad inerpicarsi sino al lago è probabilmente rappresentato dai trecento scheletri umani che sono presenti attorno alle sponde e nelle acque del lago.



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