I migliori videogiochi sulla Seconda Guerra Mondiale, da Battlefield V a Call of Duty: WWII

Games / Editoriali - 11 July 2019 14:00

Un tuffo storico nel secondo conflitto bellico

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Il fascino della Seconda Guerra Mondiale è stato, nella scorsa generazione, un forte richiamo per il mondo videoludico che, con le rinnovate tecnologie e potenza di calcolo, ha permesso di vivere in maniera quanto più fedele e vicina possibile parte delle grandi battaglie dei primi anni ’40.Il passaggio a PS4 e Xbox One, insieme ad un deciso e forte potenziamento dell’esperienza visiva, non ha tuttavia prodotto lo stesso quantitativo di titoli ispirati al secondo conflitto bellico, con la perdita di brand importanti quali Medal of Honor e Brothers in Arms, due piccole grandi gemme della passata generazione.

Call of Duty: WWII
Battlefield V è l’ultimo prodotto ispirato alla World War II, un titolo che prende e sviluppa l’eredità del precedente capitolo, Battlefield 1, e ne amplia contenuti, portata e ambizioni in campo di realismo. Il titolo è un ottimo connubio di fedeltà storica e freschezza nel gameplay, con battaglie campali online sino a 64 giocatori, un’esperienza totale e assolutamente entusiasmante che si appoggia ad una Campagna in singolo frammentata in vari racconti e personaggi. La potenza dell’impianto grafico e nel feeling delle sparatorie non è tuttavia supporto da una trama all’altezza, che si perde in ricostruzioni storiche spezzettate, che non riescono a catturare pienamente il giocatore, nonostante il fascino di ambientazioni quali Londra, la Norvegia occupata dai nazisti e il territorio francese.

Call of Duty: WWII è il miglior videogioco sulla Seconda Guerra Mondiale di questa generazione, con una delle migliori Campagne in singolo nella storia del brand, un risultato insperato e inatteso, considerando anche la deriva multiplayer degli ultimi anni intrapresa dalla saga. CoD: WWII è un racconto maturo, profondo, duro e crudo, con temi delicati e spinosi, che comprendono la violenza della guerra e la deportazione, la tortura e l’isolamento dell’individuo. La storia parte dall’iconico sbarco in Normandia, sulle spiagge dove sibilano i colpi delle mitragliatrici tedesche, tra il difficoltoso avanzare delle truppe alleate e la spiaggia di corpi mutilati di Omaha Beach. Il legame con i nostri compagni diviene ben presto viscerale, con una caratterizzazione sopra la media, insieme ad un gameplay che ci porta a dover collaborare con i nostri commilitoni, per il rifornimento di munizioni, medikit e coperture. Il taglio cinematografico è supportato da uno splendido doppiaggio e da uno stile visivo fotorealistico, che presenta il miglior effetto grana da pellicola hollywoodiana.

Sniper Elite 4 è interamente ambientato nell’Italia del 1943, una serie che si contraddistingue per un gameplay incentrato quasi esclusivamente sulle sparatorie dalla distanza, con colpi da vero cecchino, e una progressione tattica, lenta, ragionata. Il fascino dell’ambientazione, specialmente per noi italiani, risulta un plus all’esperienza di gioco che, come da tradizione, si basa in larga parte su un’attenta osservazione della posizione dei nemici (tramite il nostro binocolo) con uccisioni furtive, trappole e la splendida kill cam, che ci permette di vedere al rallentatore, in una sorta di X-Ray, il colpo mortale inferto al nemico.

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