Ad Astra con Brad Pitt diretto da James Gray, la genesi del film

Cinema / Editoriali - 17 September 2019 11:00

Ad Astra, la sceneggiatura di James Gray e Ethan Gross.

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Ad Astra, presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, uscirà nelle sale italiane il 26 settembre. Brad Pitt torna protagonista in un ambizioso progetto cinematografico, di cui è anche produttore con i suoi soci Dede Gardner e Jeremy Kleiner di Plan B Entertainment.

Film Ad Astra

Al regista, produttore e co-sceneggiatore James Gray l'idea di un tale sci-fi balena una decina di anni fa. Ne parla con Ethan Gross, suo storico collaboratore – i due si conoscono dai tempi degli studi universitari di cinema in California. Tra un impegno e l'altro su altri set, Gray e Gross cominciano a lavorare sulla sceneggiatura. La svolta arriva nel 2016, quando Brad Pitt si interessa al film.

Ad Astra, la genesi del film

L'interesse per i film ambientati nello spazio ruota spesso intorno all'incontro con creature extra-terrestri più evolute di noi esseri umani. Gray ribalta la prospettiva pensando a un outer space disabitato, inadatto per essere esplorato. L'ambizione dell'uomo di spingersi oltre questa frontiera ostile richiede un prezzo da pagare che l'esploratore deve mettere in conto.

La genesi di Ad Astra approccia diverse modelli d'ispirazione con cui confrontarsi: dal romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad ai film Apocalyspe Now e 2001 Odissea nello Spazio. A questi riferimenti popolari, si aggiunge un documentario meno conosciuto: For All Mankind di Al Reinert del 1989, un'opera monumentale sulle missioni lunari della NASA dall'Apollo 8 all'Apollo 17. Per realizzarlo, Reinert ha visionato, e avuto accesso, a un'eccezionale quantità di reperti originali e materiali di archivi.
Le voci appartengono agli astronauti e ai tecnici coinvolti nelle missioni, l'obiettivo è quello di polarizzare l'interesse sulla prospettiva umana dietro le missioni spaziali. Gray ne rimane profondamente impressionato. Dalla luna non si vedono stelle luminose, dirà, ma un'oscurità infinita di meraviglia e sconcerto: “Ecco, mi sono chiesto come rendere questo buio persino più buio” rivela, parlando delle motivazioni del film, per portare sul grande schermo un viaggio spaziale che fosse il più realistico possibile.

Per realizzare il film, regista e collaboratori si rivolgono alla NASA, JPL e SpaceX tra le altre agenzie spaziali consultate. Tra gli esperti coinvolti nel progetto cinematografico, figurano gli ingegneri aerospaziali della NASA Robert Yowell e Garrett Reisman.

Un futuro affollato di gadget

Ad Astra illustra ipotesi finora poco, o affatto, esplorate nel cinema: le conseguenze della colonizzazione di altri pianeti partendo da una tecnologia spaziale, sviluppata tra gli Anni 60 e 70, e immaginandone scenari desueti. Tuttavia, Gray rimane ottimista pensando al progresso come un futuro affatto rivoluzionario, maggiormente affollato di gadget, rispetto agli immaginari distopici sdoganati al cinema.

Ad Astra è uno sci-fi con i piedi per terra. L'esplorazione nello spazio sposta l'idea del viaggio oltre i confini terrestri. Le premesse che ci spingono oltre la frontiera possono essere molteplici, ma il viaggio intrapreso come via di fuga porta all'implicito ritorno a casa. Resta, l'importanza dei legami umani: in questa vita sulla Terra.



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