Recensione film Wonder Woman 1984, tra desiderio e realtà

Comics / Recensione - 12 February 2021 16:00

Con protagonista Gal Gadot, per la regia di Patty Jenkins

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Wonder Woman 1984 in streaming dal 12 febbraio

Attenzione a ciò che si desidera, si potrebbe generare il caos! Qual è il prezzo di un desiderio? Lo scotto disposti a sopportare pur di vedere realizzati i propri sogni, o mistificazioni della esistenza? Almeno sembra l’interrogativo lanciato da Wonder Woman 1984, con la rinuncia e l’accettazione della realtà come unica via per rimanere se stessi e salvare gli affetti o il ricordo dei migliori momenti. La regia pare esprimere un augurio, la speranza di ritrovare tutto quello che la pandemia ha soffocato, tutte le cose che venivano date per scontato. Ma una premessa sembra d’obbligo e opportuna: al tempo dello streaming forzato, vedere un film destinato per il cinema sul piccolo schermo, al di là della grandezza e nitidezza dei monitor, potrebbe apparire estremamente riduttivo e limita certamente la spettacolarizzazione degli effetti; tuttavia a causa della situazione sanitaria internazionale gli appassionati potranno gustare le trame della loro supereroi preferita dal divano della propria abitazione.

Film Wonder Woman 1984
Wonder Woman 1984 - immagini

Wonder Woman, una saga che prosegue evolvendosi

Un antico manufatto, passato di secolo in secolo e da civiltà in civiltà, riappare misteriosamente nell’anno 1984 e sconvolge la vita dei protagonisti. Questo secondo episodio della saga che ha per protagonista l’attrice israeliana Gal Gadot appare maggiormente maturo, con i personaggi più approfonditi rispetto al capitolo precedente. Anche la sceneggiatura ha subìto una evoluzione rispetto a quella del film del 2017, appare maggiormente romanzata è più matura sebbene alcuni passaggi sembrano ancora da approfondire. L’idea alla base della trama è certamente fumettistica e ne sconta i limiti ma anche i privilegi, talmente diretta da apparire a tratti vaga o semplificata. Ma resta comunque avventurosa e organizzata per sublimare la spettacolarizzazione di alcune sequenze suggestive, ben organizzate nella narrazione, lasciando ai personaggi il tempo necessario per far emergere le proprie personalità. Anche la supereroina appare meno infallibile, più umana e vulnerabile, capace di abbandonarsi alla necessità di una collettiva condivisione delle circostanze conclusive, con gli antagonisti che non vivono gli stereotipi del cattivo ma affrontano i propri limiti. Mentre la protagonista vive il tempo del lungo addio con nostalgia dell’amore perduto e con la scoperta di saper comunque volare.


Wonder Woman, destinato alle famiglie ma intrattiene anche i più adulti

Wonder Woman 1984 affonda le sue radici negli anni della break dance e dei telefono a filo. Chissà se il prossimo capitolo, ammesso che i produttori vorranno realizzarlo, verrà o meno ambientato nella contemporaneità. Questo nuovo capito è tuttavia un film per famiglie, capace di intrattenere anche il telespettatore più maturo. Con la regia che ha organizzato le sequenze lasciando più spazio ai personaggi e alla narrazione, senza rinunciare alla spettacolarità ma comunque riducendola rispetto all’episodio del 2017, soffermandosi maggiormente sulla dinamiche che hanno legato i personaggi alla trama.

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