Recensione Film Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Comics / Recensione - 05 February 2020 18:00

Margot Robbie è Harley Quinn

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Birds of Prey, il primo film della DC Comics post Joker

Realizzare la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, dopo l’acclamata vittoria di Joker come miglior film alla scorsa edizione del Festival del cinema di Venezia, non dev’essere stato facile per gli autori. In effetti il personaggio interpretato magistralmente da Joaquin Phoenix ha creato uno un vero e proprio spartiacque nell’universo della DC Comics, ed il confronto con Harley Quinn non può essere eluso se viene considerato che ambedue provengono dal medesimo contesto creativo. Uno spartiacque che appare, senza voler essere blasfemi, di biblica memoria e che ha dimostrato la capacità della DC di saper realizzare, con Joker, non soltanto prodotti ma film dal grande valore artistico. Birds of Prey si pone sulla sponda opposta, quella appunto del prodotto che tende a soddisfare il bisogno degli appassionati. Questo è almeno quello che sembra emergere dalla narrazione di questo nuovo film DC, dove Margot Robbie è impegnata in serie di sequenze composte da spettacolari scazzottate.


Margot Robbie diverte e convince

Ad alimentare la trama, appena calcata, di Birds of Prey c’è l’interpretazione briosa di Margot Robbie che riesce a conferire al personaggio quella dose di follia ed esplosività, vero e proprio marchio di fabbrica di Harley Quinn. Durante la sua crisi amorosa Harley si unisce a Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), Huntress (Mary Elizabeth Winstead) e Renee Montoya (Rosie Perez) per salvare la vita di una ladruncola (Ella Jay Basco). Con lo stile della regia che appare improntato ad un effetto trendy, giovanile, con le sequenze che riprendono un approccio di montaggio youtuberino, proprio del momento e supportato da una buona dose di dinamismo. Un live-action improntato alla violenza, non propriamente adatto ai più piccoli: a tratti sembra d’essere proiettati in uno di quei vecchi saloon western dove una minima scintilla generava una scazzottata infinita. Mentre la voce fuoricampo propone una lettura cronistoria, da diario adolescenziale, volta a gravare sulla narrazione senza agevolarla.

Harley Quinn ed il suo pazzo mondo colorato

Birds of Prey sembra essere un film pazzo come la giocosa protagonista, con flashback che vengono riattivati nel corso della narrazione, e con una colonna sonora gustosa che accompagna le spettacolari sequenze dei combattimenti come fossero un balletto teatrale. Un lungometraggio coreograficamente eccelso e ben organizzato, dove Harley Quinn disegna il suo folle mondo a tinte cinabro e zaffiro mentre è impegnata a definire il suo carattere da antieroina. Tuttavia questo film, come da premessa introdotta, si orienta verso il prodotto, tende a soddisfare gli appassionati dei fumetti e tenta di includere fin troppe linee narrative senza approfondirne realmente alcuna.

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