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The Madmen Coach, il film proiettato in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale

The Madmen Coach di Carlo Liberatore racconta come il calcio promuova inclusione e salute mentale in Senegal

The Madmen Coach, il film proiettato in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale

The Madmen Coach, documentario diretto da Carlo Liberatore, sarà proiettato il 16 ottobre 2026 in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. L'appuntamento è alle ore 17.30 presso l'Auditorium di Palazzo Sirena, a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. L'evento è organizzato da COSMA – Coordinamento Salute Mentale Abruzzo, in collaborazione con il Comune di Francavilla al Mare.

All'incontro saranno presenti il regista Carlo Liberatore, Valerio Di Tommaso, presidente di 8MOON ed ECOS ETS, organizzazioni produttrici del film, e Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore. La moderazione sarà affidata al giornalista Paolo Di Vincenzo.

Il documentario ha ottenuto riconoscimenti e selezioni in festival italiani e internazionali, tra cui una menzione speciale all'80ª edizione dei Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale.

The Madmen Coach: la trama del documentario

Il film racconta la storia di Malik Biteye, allenatore senegalese che utilizza il calcio come strumento di inclusione e riscatto per persone con disturbi psichiatrici nella periferia di Dakar. Al centro della narrazione c'è l'esperienza che ha portato alla formazione della prima squadra di calcio senegalese composta da ragazzi con problemi di salute mentale.

L'opera affronta temi come lo stigma, la discriminazione e la carenza di servizi dedicati alla salute mentale in Africa, soffermandosi sul ruolo dello sport nei percorsi di inclusione sociale. In un contesto in cui i disturbi psichici vengono talvolta interpretati come forme di possessione e affidati ai guaritori, Biteye sceglie il campo da calcio come luogo di incontro, partecipazione e riscatto.

«In Senegal il calcio ha la forza di un rito collettivo, quasi religioso, e dentro questo innesco creativo c'era un film», afferma Liberatore.

Carlo Liberatore e il racconto della salute mentale in Senegal

Con The Madmen Coach, Carlo Liberatore propone uno sguardo sulle persone che convivono con disturbi mentali, cercando di raccontarne le esperienze senza ridurle a stereotipi. Per realizzare il progetto, il regista si è recato in Senegal, promuovendo una collaborazione tra l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e l'Istituto Italiano di Cultura di Dakar.

La sfida più complessa, come spiega lo stesso Liberatore, è stata trovare la giusta distanza tra osservazione e interpretazione.

«Restare al mio posto. Raccontare l'Africa da europeo comporta sempre il rischio di guardare con occhi che spiegano, che addomesticano, che trasformano gli altri in un esempio da mostrare. Ho cercato di stare dentro la specificità di Dakar e delle sue periferie, dove si parla wolof e i problemi di salute mentale vengono letti come possessione, senza tradurla per uno sguardo occidentale».

Il risultato è una narrazione costruita attraverso relazioni, fiducia e condivisione. La produzione non si è limitata a documentare la squadra, ma ne ha sostenuto concretamente le attività, contribuendo al finanziamento degli allenatori, delle trasferte e dei progetti di inclusione.

«I ragazzi sapevano che non eravamo lì per prendere qualcosa e andarcene. Le famiglie sono entrate nel film con le loro convinzioni, comprese le preghiere e il ricorso ai guaritori», racconta il regista.

Il documentario mostra così persone che si trovano tra mondi differenti, spesso senza ricevere cure adeguate né essere pienamente comprese. Il calcio diventa il linguaggio attraverso cui rendere visibili esperienze che rischiano di rimanere ai margini.

«Se dovessi indicare un'immagine, sceglierei i ragazzi raccolti in preghiera prima di scendere in campo. In quel gesto ci sono la fede, la paura, il desiderio di essere all'altezza. Lì ho capito che giocare, per loro, non era una terapia nel senso clinico del termine. Era un modo di esistere davanti agli altri».

Il ruolo dello sport nei percorsi di inclusione

Per Valerio Di Tommaso, presidente di 8MOON ed ECOS ETS, il cinema può contribuire a dare visibilità alle iniziative del Terzo Settore e ad amplificarne l'impatto sociale.

«Per le organizzazioni del Terzo Settore, il cinema rappresenta uno strumento importante per amplificare l'impatto sociale dei progetti. Permette di raccontare esperienze concrete, raggiungere un pubblico più ampio e contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica su temi di interesse generale. Con The Madmen Coach vogliamo portare all'attenzione del pubblico il tema della salute mentale, raccontando una storia in cui lo sport diventa uno strumento di inclusione e cambiamento sociale».

Anche Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore del documentario, sottolinea il valore dello sport nei percorsi di cura e riabilitazione.

«Il calcio e lo sport in generale rappresentano interventi determinanti per la salute mentale, perché agiscono contemporaneamente sulla dimensione biologica, psicologica e sociale della persona. Favoriscono le relazioni, contrastano l'isolamento e contribuiscono ai percorsi terapeutici e riabilitativi. Lo sport non è soltanto attività fisica, ma anche uno strumento di inclusione, partecipazione e recupero dell'autonomia».

The Madmen Coach: premi e selezioni internazionali

The Madmen Coach ha ottenuto ventuno riconoscimenti e oltre cinquanta selezioni in festival italiani e internazionali. Tra i risultati più significativi figura la menzione speciale ai Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale.

Il documentario ha inoltre vinto il premio per il Miglior Film al GO MENTAL! International Film Festival di Berlino e il Gold Prize nella sezione Documentary Feature del Social Justice Film Festival 2026 di Seattle, dove era in competizione con circa 450 film provenienti da tutto il mondo.

Tra gli altri riconoscimenti figurano il Premio della Critica al Terni Film Festival e, più recentemente, il premio come Miglior Film di categoria e il Diversity and Inclusion Award all'Officina Film Festival.

L'opera è stata selezionata anche per l'Ischia Film Festival, l'Act Now Film Festival e l'International Sports Film Festival. Nell'ottobre 2026 è stata inoltre presentata al Cinemino di Milano in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

Un ulteriore appuntamento internazionale è previsto dal 14 al 18 novembre 2026: il documentario è stato selezionato per Docs for Sale, il mercato internazionale dedicato al documentario organizzato nell'ambito dell'IDFA – International Documentary Film Festival Amsterdam.

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