Recensione Doctor Sleep di Stephen King: Dan Torrance e l'Overlook Hotel, dove eravamo rimasti
"Doctor Sleep" (Sperling & Kupfer) di Stephen King.
Doctor Sleep (Sperling & Kupfer) di Stephen King - L'atteso sequel letterario di Shining è uscito in Italia alla fine di gennaio, edito da Sperling & Kupfer. In cima alla classifica dei libri più venduti, Doctor Sleep divide i lettori. Da una parte, i nostalgici delle atmosfere cupe e claustrofobiche dell'Overlook Hotel. Dall'altra gli entusiasti di questa nuova avventura a firma di un fuoriclasse da quattrocento milioni di copie vendute in tutto il mondo: un viaggio nel paranormale con protagonista Dan Torrance, ormai cresciuto.
Doctor Sleep non è una brutta copia di Shining. Scongiurato il pericolo di un fallimento da facsimile, la maggior parte dei lettori potrà godersi il mix di horror, fantasy, action e (aitante) umorismo servito da Stephen King.
Trama: dove eravamo rimasti - L'Overlook Hotel è devastato da un incendio. Al suo interno ci sono quattro persone. Si salvano in tre: Dan, la madre Wendy e il cuoco Richard Dick Hallorann, compagno di luccicanza di Danny. Wendy riceve un indizio dalla società proprietario del famigerato hotel con cui arrangiarsi per qualche tempo. Nel marzo del 1981 la donna chiama Dick: il piccolo Dan ha bisogno di aiuto.
I trucchi del mestiere di Dick serviranno temporaneamente a Dan che cresce ereditando i brutti vizi del padre Jack: una certa irascibilità caratteriale e l'amore per la bottiglia con cui addomestica i demoni prodotti dalla luccicanza. Diventato adulto, consuma l'esistenza da una sbronza all'altra, tra risse e nottate inghiottite nell'oblio etilico. Di lavoro in lavoro, di città in città. Finché a Wilmington è costretto a rubare i soldi a una giovane mamma e al suo bambino vittima di abusi. Una brutta storia, cominciata male e finita peggio: un horror che si aggiunge alla lunga serie che affolla la sua mente. Quando giunge a Frazier, cittadina nel New Hampshire, è tempo di chiudere la partita con l'Overlook una volta per tutte: trova un lavoro alla casa di riposo Helen Rivington, entra all'Alcolisti Anonimi e, infine, tra buoni propositi e ricadute, negli anni, riesce a conquistarsi una quotidianità rispettabile come Doctor Sleep: Dan, infatti, aiuta gli anziani nel momento del trapasso ad andarsene serenamente.
Tuttavia, nonostante lista di istruzioni degli Alcolisti Anonimi riservate a ogni infrazione di routine, il passato torna a bussare nei momenti inopportuni promettendo emozionanti fuori programma. Per esempio, un nome che comincia a frullare nella sua testa: Abra. Che significa?
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Il peggior incubo mai immaginato - Abra Raffaella Stone nasce con il velo, “una schifezza viscida” sulla faccia che le viene levata e gettata via. Eppure, si dice, che chi nasce con il velo possieda il sesto senso. Una notte la piccola comincia a piangere e a dimenare i pugni come un'ossessa. Non serve offrirle il seno, cambiarle il pannolino o cantarle la filastrocca preferita. Al pronto soccorso occorre aspettare un pediatra per ore e ore. Abra non ha la febbre, ma continua a disperarsi. Alle nove meno cinque, finalmente, arriva il dottor John. È successo. La realtà ha superato i confini del peggior incubo mai immaginato, neanche da un maestro dell'horror. Dave e Luca, i genitori di Abra, non hanno sentito le notizie? Dave, la porta spalancata, si rende improvvisamente conto del panico che proviene da fuori. Gente che urla in preda al terrore.
Un aereo di linea ha colpito il World Trade Center: “Era il volo 11 dell'American Airlines. Il 175 della United si abbattè contra la Torre Sud del complesso sedici minuti dopo, alle 9.03. alle 9,03 Abra smise all'improvviso di piangere. Alle 9,04, era già profondamente addormentata”. Dave e Lucy tornano a casa confessandosi l'orrore: entrambi hanno avuto lo stesso brutto sogno, con la figlioletta distesa, nuda e un numero sul torace. L'undici nell'incubo della madre, il centosettantacinque in quello del padre.
Abra ha sedici anni quando chiede aiuto a Dan e lo incontra per la prima volta di persona. Naturalmente, si erano già conosciuti, a intermittenza. Abra ha una luccicanza che è “la più abbagliante di tutti i tempi” ed è in pericolo: ha visto il piccolo Bradley Trevor, una giovane promessa di baseball, torturato a morte.
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Rose Cilindro e il Popolo dei Camper - "Il Vero Nodo non era una società ma, se lo fosse stata, certe minuscole comunità del Maine, della Florida, del Colorado e del New Mexico sarebbero state sicuramente definite «città aziendali». In quei posti, tutti i maggiori esercizi grandi proprietà terriere potevano essere ricondotti ai suoi membri, attraverso un labirinto di compagnie fantasma. Le città del Vero Nodo, con nomi pittoreschi tipo Dry Bend, Jerusalem's Lot, Oree e Sidewinder, erano tane sicure, ma loro non ci si fermavano mai troppo a lungo, preferendo un'esistenza da nomadi. Se vi capita di viaggiare sulle statali e le autostrade più trafficate d'America, magari li avete adocchiati”.
Sono il Popolo dei Camper: lumaconi che procedono a sessanta all'ora e che vi costringono a respirare i nebbioni dei loro gas di scarico mentre pregate l'occasione per il sorpasso: “Talvolta imboccano una delle uscite intasate di distributori di carburante, motel e fast food. E se notate tutti quei camper parcheggiati davanti al McDonald's o a un Burger King, voi tirate dritto, perché siete sicuri che loro saranno in coda alla cassa: gli uomini con cappellini da golf sformati o berretti da pesca a tesa lunga, le donne con pantaloni elasticizzati grigio-blu e magliette con scritte tipo: AMO I MIEI NIPOTINI o GESÙ È IL MIO SIGNORE o VAGABONDA FELICE. Meglio continuare per un paio di chilometri e andare in un altro posto a mangiarsi un waffle o un gelato, vero? Perché sapete che impiegheranno un'eternità a ordinare, studiando a lungo il menù, esigendo immancabilmente un Quarter Pounder senza cetrioli o un Whopper senza salsa. Chiedendo sei nei paraggi ci sono attrazioni turistiche interessanti, anche se si trovano chiaramente nell'ennesimo paesino grande come un sputo da cui i ragazzi scappano via non appena si diplomano al liceo più vicino”.
Il loro capo è Rose Cilindro: statuaria e semplicemente perfetta, la creatura più bella che potreste mai incontrare. Magari quando indossa la maglietta con il logo e lo slogan dell'UNICEF: UNITI PER I BAMBINI. Una causa importante. Vitale.
Loro, infatti, si nutrono del vapore di giovanissimi nel pieno della loro luccicanza.
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