MIB 23, a rischio il terzo capitolo del franchise con Jonah Hill e Channing Tatum

Cinema / Comedy / News - 01 October 2016 08:00

Dopo due film che hanno saputo conquistare tanto il botteghino quanto il cuore dei critici, la saga di Jump Street sembra destinata a fermarsi qui. E secondo l'attore Jonah Hill, questo non sarebbe af

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Il franchise di “Jump Street” ha sorpreso tutti e si è rivelato una delle serie comiche più di successo sbarcate al cinema negli ultimi anni. “21 Jump Street” e “22 Jump Street” non solo hanno conquistato il pubblico (accumulando in tutto 530 milioni di dollari al botteghino), ma si sono rivelati anche in grado di affascinare la critica. Alla luce di tutto questo, un “23 Jump Street” sembrava praticamente inevitabile. Poi, poco meno di due anni fa, l’hackeraggio degli account e-mail dei dirigenti Sony ha rivelato al mondo l’idea di realizzare un crossover tra “Jump Street” e “Men In Black”: l’ipotetico terzo capitolo è stato ribattezzato “MIB 23” e affidato a James Bobin, già regista di “Muppets 2- Ricercati”.

Ora però, il progetto sembra essere entrato in una fase di stallo, e le ultime dichiarazioni dei diretti interessati non fanno ben sperare. “Ho avuto io l’idea, ma dubito che il film si farà”, ha dichiarato l’attore co-protagonista Jonah Hill alla testata “Toronto Sun”. “È stato molto divertente fare i film di ‘Jump Street’, e lo scherzo consisteva nel prendere in giro i remake, i sequel e i reboot, e ora [la saga] è diventata un gigantesco sequel, un reboot. È diventata la cosa che prendevamo in giro, ed è difficile continuare lo scherzo quando la posta in gioco è così alta”. Non sono dubbi da poco, soprattutto se ad esprimerli è uno dei principali artefici del successo dei primi due film, e nonostante la Sony abbia più volte assicurato che intende andare avanti con il progetto, la produzione al momento sembra completamente ferma.

E in effetti Jonah Hill non ha tutti i torti. L’aspetto “meta” è uno dei principali punti di forza di questa serie, e “22 Jump Street” in particolare è un film la cui ragion d’essere consiste nel prendere in giro l’avidità dei produttori di Hollywood, e la loro tendenza a sfruttare fino all’inverosimile i franchise di successo. Rifacendosi a pellicole come “Gremlins 2: La nuova stirpe” e “L’aereo più pazzo del mondo… sempre più pazzo”, “22 Jump Street” non perde mai occasione per fare “meta-riferimenti” alla propria natura di sequel. L’esempio più riuscito sono i titoli di cosa, in cui vengono mostrati i poster di circa 20 possibili sequel, uno più ridicolo dell’altro, da “23 Jump Street: Medical School” a “2121 Jump Street nello Spazio”, senza contare le action figure, la serie animata e i videogiochi.

Insomma, la saga di “Jump Street” piace perché è un frullato di cultura pop che reinterpreta con freschezza il formato dei “buddy cop movies” alla “Arma Letale”. Concepito come reboot del celebre show che nel 1987 lanciò la carriera di Johnny Depp, “21 Jump Street” si è rivelato un esperimento meta-cinematografico che prende nostalgicamente in giro gli stereotipi dei polizieschi anni ‘80, e un’occasione per analizzare il cinema di intrattenimento tutto. L’ingrediente segreto che rende questa ricetta irresistibile è proprio la coppia di poliziotti di turno: Jonah Hill e Channing Tatum sono una combinazione tanto inaspettata quanto perfetta, con un’intesa che non ha nulla da invidiare a Stanlio e Ollio, una “strana coppia” post-moderna che riesce a far ridere con disarmante facilità.

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