Speciale Mostra del Cinema di Venezia

Marvin, intervista alla regista del film Anne Fontaine e all'attore Finnegan Oldfield

"Marvin" è il film di Anne Fontaine con Finnegan Oldfield e Isabelle Huppert.

Marvin, intervista alla regista del film Anne Fontaine e all'attore Finnegan Oldfield

Marvin è il film diretto da Anne Fontaine (“Agnus Dei”, 2016), e interpretato da Finnegan Oldfield, Grégory Gadebois e Isabelle Huppert. È stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Racconta della formazione del giovane Martin Clément (Oldfield) che fugge da un piccolo villaggio di campagna, dalla famiglia tirannica e da chi lo considera “diverso”. Trova aiuto in Madeleine Clément, preside della scuola media che lo introduce al teatro e in Isabelle Huppert (nella parte di se stessa) che lo aiuta a produrre e a mettere in scena il suo spettacolo.

Mauxa ha intervistato la regista e il protagonista. Anne Fontaine ha diretto film di successo come “Coco avant Chanel - L'amore prima del mito” (2008), “Il mio migliore incubo!” (2011), “Two Mothers” (2013), “Gemma Bovery” (2014).

D. Il film racconta anche una difficoltà dell’epoca attuale, quella della crescita per gli adolescenti. Sei d’accordo?
Anne Fontaine. I giovani sono influenzati dai giochi, dalla televisione. E le famiglia non percepiscono quello che fanno, non comprendono che i figli possono essere educati in maniera differente. Spesso le famiglie non lasciano respirare le identità differenti dei loro figli.

Finnegan Oldfield. I giovani penso che abbiano un talento che li porterebbe a realizzare qualcosa di creativo, ma non ci riescono. La scuola non glielo permette, e anche i genitori non aiutano. Io penso invece che ci sono persone ingegnose, ma è anche complicato credere in ciò che si vuol realizzare. Infatti poi molti si esprimono attraverso internet, che permette molta libertà.

D. Com’è Anne Fontaine come regista, malleabile o dura?
Finnegan Oldfield. È molto dura (ride). Lei sa cosa vuole, c’è molta fiducia nel suo lavoro. Non è una persona ipocrita, dice quello che pensa. È una grande lavoratrice. Sul et siamo molto concentrati, tanto che il primo giorno già eravamo già entrati nella parte.

D. Ho visto anche il recente film, “Agnus Dei”. Traspare un metodo molto rigoroso, dalle inquadrature alla recitazione: come realizzi le riprese?
Anne Fontaine. Già nel soggetto c’è un lavoro preciso. Io sperimento quale siano le scene già importanti del film, lo spazio, la fotografia. Devo riflettere su come girare. In seguito durante le riprese tutto è pressoché costruito, ma anche dalla demolizione di ciò che è deciso può nascere qualcosa di interessante, essenziale. Io lavoro in maniera molto profonda con gli attori, il momento del casting per me è fondamentale. Ma se l’attore propone qualcosa di differente da quello che ho pensato, io credo che sia interessante. Sono comunque una persona che vuole avere tutto sotto controllo, anche se poi cerco la sorpresa.

D. C’è un episodio curioso durante le riprese di “Marvin” che è accaduto?
Anne Fontaine. L’atmosfera nei miei film è molto concentrata, è difficile che ci sia un episodio comico. Mi piace pensare che sia un mondo a parte, qui c’era anche Isabelle Huppert e dovevamo essere molto attenti alla recitazione.

Finnegan Oldfield. In realtà io volevo mangiare le ostriche con la maionese, durante le riprese. A me è una cosa che fa ridere, ma a lei no (Anne Fontaine ride).

Anne Fontaine. Aspetta Giovanni, c’è un momento curioso durante il film. C’è un attore che fa delle cose molto bizzarre, Vincent Macaigne. In “Agnus Dei” fa il dottore, è molto particolare. È un grande attore, che intrattiene molto durante le riprese.

D. In Francia la situazione del cinema pare molto favorevole, con successi come “Ce qui nous lie”, che in italiano si chiama “Ritorno a Borgogna”. Oppure i film di Luc Besson, “Valerian e la città dei mille pianeti”. Qual è la situazione del mercato del cinema?
Anne Fontaine. Sì, “Ce qui nous lie” è il film di Cedric Kaplan. Il cinema francese ha molti stili differenti, che vanno anche bene. Ci sono sia i film commerciali, che quelli d’autore. Ma ogni settimana ce ne sono troppi di film, 13-14 e così anche per opere come “Valerian” è difficile emergere. Poi c’è il sistema di smontare il film se non incassano subito. Molto si basa su passa parola.

D. Qual è il vostro film preferito e perché?
Anne Fontaine. Dipende dai periodo, ma “Persona” di Ingmar Bergman mi appassiona sempre. Lui sa parlare in maniera così profonda, è un film cult. Poi avrei una lista troppo lunga.

Finnegan Oldfield. “Arancia meccanica”, è un classico. “Il bello, il brutto e il cattivo”, di Sergio Leone. Poi c’è un film italiano che mi piace molto, con Vittorio Gassman.

D. Quale?
Finnegan Oldfield. Era ambiento nei sobborghi di Roma.

Ci affanniamo tutti a cercare con lo smartphone il nome del film. Alla fine ci riusciamo.

Finnegan Oldfield. Ecco. Si tratta d “Brutti, sporchi e cattivi”, con una famiglia che vive nei sobborghi di Roma. È diretto da Ettore Scola.

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