Jake Gyllenhaal, è un padre in difficoltà nel nuovo film 'Wildlife'
"Wildlife" è il romanzo da cui è tratto l'omonimo film con Jake Gyllenhaal
Jake Gyllenhal, l’attore che sta attendo critiche entusiaste per il ruolo da protagonista nel film “Stronger”, interpreterà un padre in difficoltà nel nuovo film “Wildlife”.
La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Richard Ford, pubblicato nel 1990 e ristampato nel 2010 dalla Grove Press.
La vicenda richiama il tema della riscoperta della natura, tanto cara ad un certo cinema di Hollywood recente. Il protagonista è Joe Brinson (Ed Oxenbould) che a sedici anni dall’Idaho si trasferisce con la famiglia a Great Falls, nel Montana. Il luogo idilliaco, tra le Rocky Mountain Front e le cinque cascate in prossimità del bacino superiore del Missouri.
Con lui ci sono il padre Jerry Brinson (Jake Gyllenhaal), sua madre Jeanette Brinson (Carey Mulligan). Brinson parla poco, è obbediente, rispetta i genitori. Le condizioni economiche non sono rosee, la piccola famiglia americana è impotente di fronte alle difficoltà ma non è disperata. I due genitori sono entrambi laureati, con il timore costante di non realizzare le scelte giuste.
La stesse difficoltà lavorative avevano spinto i due genitori a trasferirsi, in prospettiva delle migliori condizioni create dal boom di petrolio. Il padre Jerry trova lavoro come istruttore di golf e sua madre come contabile: quando alcuni incendi imperversano nelle montagne circostanti, la comunità avverte una minaccia. Jerry si unisce al gruppo di volontari per sedarli, ma Joe sente che il cambiamento dovuto alla nuova residenza non è solo geografico. Infatti comprende che sua madre si sta innamorando di un uomo che gioca al campo di golf dove il padre insegna. Joe si sente così quasi obbligato a difendere il padre, dovendo crescere in fretta per affrontare un dilemma che è sia personale che legato al luogo in cui vive, in mezzo ad una natura aspra e sorda.
Il film continua l’esperienza di Jake Gyllenhaal nella scelta di sceneggiature tratte da romanzi: il film “Stronger” è tratto dal libro autobiografico di Jeff Bauman, che perse l’uso della gambe durante l’attentato alla maratona di Boston del 2013. “Animali notturni” (2016) era tratto dal romanzo di Austin Wright, “Enemy” (2013) da José Saramago, “Amore & altri rimedi” (2010) da Jamie Reidy. Fino a “I segreti di Brokeback Mountain” (2005) di Ang Lee dal romanzo breve di Annie Proulx.
La stessa ambientazione in luoghi montani sera aver creato un genere a sé stante, come il citato film di Lee; oppure il recente “Wild” (2016) di Jean-Marc Vallée con Reese Witherspoon; “Walking Out” (2017) di Alex Smith e Andrew J. Smith con Matt Bomer e Bill Pullman.
È insolito che Jake Gyllenhaal scelga con cura gli autori dei testi letterari da cui trarre film: la scrittrice Annie Proulx ha vinto il Premio Pulitzer per il romanzo “The Shipping News” (1993); Richard Ford, autore di “Wildlife” - che per tenore descrittivo è paragonato ad Ernest Hemingway - lo ha ottenuto per “Il giorno dell’Indipendenza” (1995).
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