Incontro con Lee Bermejo: il creatore della serie Vertigo "Suiciders"
In concomitanza con la pubblicazione italiana di "Suiciders", Lee Bermejo, l'autore del fumetto decide d'incontrare i suoi fans in un tour tutto italiano.
Ieri, Sabato 27, si è chiuso ufficialmente a Roma, presso la fumetteria “Forbidden Planet Roma”, il tour di Lee Bermejo iniziato il 18 Febbraio a Trento e proseguito per le città di Milano e Napoli.
Lee Bermejo è un fumettista e disegnatore statunitense noto principalmente per la sua collaborazione con Brian Azzarello col quale ha creato gli apprezzati “Batman/Deathblow: Fuoco incrociato”,“Lex Luthor: Man of Steel” e “Joker HardCover”. L'artista trasferitosi in Italia da qualche anno doveva restare nel “Bel Paese” solo per tre mesi, facendo parte dello “Studio Gioco Duro”, qui ha collaborato con artisti come Giuseppe Camuncoli e Jim Lee. Infine ha deciso di restare sposando l'italiana Sara Mattioli.
“Suiciders” sarà la nuova avvincente serie della “Vertigo”, la quale è una etichetta della casa editrice di fumetti statunitense “DC Comics” che debuttò nel 1993 sotto la guida della redattrice Karen Barger. La Vertigo pubblica fumetti indirizzati ad un pubblico più maturo di quello che legge i classici supereroi come “Superman e Batman” tanto che vicino al logo, nella copertina degli albi, è presente l'avvertenza “Suggested for Mature Readers”.
In occasione della pubblicazione italiana di “Suiciders” l'autore, ovvero Lee Bermejo, ha deciso d'incontrare i suoi fan concedendo a loro sia foto che autografi. Inoltre le quattro fumetterie, oltre a rilasciare la classica edizione del fumetto, hanno dato la possibilità a tutti di acquistare in edizione limitata il volume con cover variant esclusiva per il tour.
La serie di “Suiciders”, composta da ben sei volumi, viene ambientata in una Los Angeles post-apocalittica dove uccidere non è solo un crimine ma si trasforma bensì in una forma d'intrattenimento. Proprio per questo lo sport maggiormente seguito in Tv è uno spettacolo di combattimenti corpo a corpo all'ultimo sangue. Questa attività è chiamata “Suicide Games” ed i competitor di tale disciplina (come ad esempio “The Saint” il campione in carica dei giochi) sono imbottiti di droghe e dotati di armi e armature altamente tecnologiche. L'obiettivo del gioco è rimanere vivi. La storia sembra quasi ricordare le avventure di “Hunger Games”, il film tratto dall'omonimo romanzo di fantascienza, scritto da Suzanne Collins nel 2008.
Lee Bermejo, in un'intervista fatta con il giornale “Repubblica”, svela che la serie “Suiciders” era un progetto a cui pensava da oltre dieci anni ma che si è sviluppato bene solo dopo il trasferimento in Italia. L'autore, essendo originario del sud della California, voleva raccontare una storia che parlasse in qualche maniera dell'ombra terrificante che ricopre quella parte d'America, dove la popolazione vive nella paura costante dell'originarsi di terremoti devastanti; inoltre essendo anche l'autore stesso un immigrato in Italia gli piaceva far apparire nel suo fumetto almeno un personaggio che avesse qualcosa in comune con lui.
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