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Film tv Margherita delle stelle, incontro con Cristiana Capotondi e il cast

Margherita delle stelle va in onda su Rai 1

Film tv Margherita delle stelle, incontro con Cristiana Capotondi e il cast

Margherita delle stelle è il film tv in uscita. Racconta Margherita Hack, una delle prime astrofisiche italiane, e prima direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste. Cristiana Capotondi, Cesare Bocci, Sandra Ceccarelli, Flavio Parenti, per la regia di Giulio Base. Va su Rai 1 il 5 marzo.   

Come ti sei avvicinato a questo personaggio?

Giulio Base – regista. È stato un grande privilegio poter raccontare una donna così importante, e ho accettato subito, perché il progetto era ampio. RaiPlay ha un grande archivio di materiali, e così abbiamo analizzato le interviste. Margherita era una che sapeva parlare, e la toscanità era una delle prima cose su cui lavorare. Poi abbiamo lavorato sulla fisicità, diversa da quella di Cristiana. abbiamo cercato di restituire il maggior tasso possibile di verosimiglianza. Tutti hanno capito la sacralità del lavoro che stavamo realizzando, sia perché è stata una donna apicale, sia perché era un esempio di volitività e capacità di guardare oltre. 


Cosa vi ha ispirato questa storia? 

Monica Zappelli - sceneggiatrice. In un paese su 89 astrofisici solo 10 sono donne: la scienza non è ancora delle donne. Com’è possibile che una donna nata nel 1922 sia diventata scienziata? Ha avuto un padre e una madre che non l’hanno educata con barriere di genere. Lei ha incontrato lo sport: “Lo sport mi ha insegnato a non vergognarmi ad aver paura di vincere” dice nel film. Grazie allo sport ha imparato che vincere non era un peccato. 

Quello di Margherita Hack è un personaggio complesso.

Cristiana Capotondi. Lo studio delle stelle è una metafora della nostra vita. Margherita ha puntato la stella giusta, scoprendo che una stella aveva una compagna; ma stimolava le donne alle idee. In Italia fino ai sedici anni esprimono il desiderio di studiare le materie scientifiche, ma poi si dirottano verso quelle umanistiche: credo che emerga il concetto che, se si è scienziate, non si riesca a essere appagate. In un’epoca molto incentrata sull’io, emerge nel film quando sia importante il confronto con l’altro. 



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