La Filosofia Di Twilight: Irresistibile Robert Pattinson

Comics / News - 17 March 2010 12:30

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La Filosofia di Twilight e' l'affascinante viaggio:
Per i fan di Twilight di tutte le eta', vivi o non - morti.

Assecondando il nostro appetito di immortalita', i vampiri buoni di Twilight sono creature infinitamente piu seducenti, ma decidere di seguire loro, potrebbe rivelarsi una scelta dagli effetti collaterali devastanti. Di fronte al "fenomeno Twilight", madri di adolescenti effervescenti, femministe e vegetariani si sentono chiamati in causa. Molti continuano a essere i misteri che sollevano i Cullen. Approcciamone alcuni.
Amore, pazzia e l'analogia con il cibo: e se il segreto dell'amore travolgente di Edward per Bella fosse un mero fatto culinario? Un peccato di gola, tutto qui?
L'etica vegetariana: perche' i vampiri di Twilight non si servono semplicemente in una macelleria kosher (secondo la tradizione kosher gli animali macellati sono completamente dissanguati)? In questo modo potrebbero nutrirsi senza uccidere animali. E invece no, neanche l'ombra di una banca del sangue nelle vicinanze di Forks, ma perche'?
Le femministe. Dal successo della saga della Meyer emergono tre punti chiavi, chiari come il sole: le donne desiderano vivere l'Amore Romantico, la Bellezza (possibilmente, l'Eterna Giovinezza) secondo le norme consumistiche, aspirano a conquistare il Potere in un mondo reale. 
Purtroppo la possibilita' che la maggioranza delle teenagers trovi il vero amore con un tipo come Edward Cullen (vampiro) o diventi presidente dopo aver vinto un concorso di bellezza e' uguale a zero. Forse, le femministe moderne, invece di fare le snob, dovrebbero fare un passo per avvicinarsi alla cultura delle masse femminili. La mercificazione della bellezza e l'accesso al potere come palla al piede (inevitabilmente, nel tempo) dell'uomo che si e' riuscito ad impalare, sono ancora i punti di riferimento correnti. La riflessione di una madre quanto meno perplessa che si ritrova, ignara, ad accompagnare la figlia tredicenne alla festa per l'uscita di Breaking Dawn. Alle dieci di sera, una libreria stipata di giovanissime "in preda alla piu' terrificante eccitazione, molte di loro vestite con abiti neri e scollati e i volti che abbagliavano come torce, tutte truccate di bianco".
Piu' di quaranta milioni di copie vendute, tradotte in trentasette lingue, questi libri narrano la storia d'amore tra una ragazza umana di nome Bella e un vampiro di nome Edward: perche' milioni di ragazze fantasticavano su uomini che riuscivano a stento a reprimere il desiderio di ucciderle? Nel 2008?
E ancora: ma e' davvero Edward Cullen, possessivo e inquieto, il ragazzo giusto per Bella Swan? Non e' per caso Jacob Black, saggio e rassicurante?
Tuttavia: sulle orme di mamma, l'alternativa alla scelta, nel caso di Bella, sarebbe stato un fantastico futuro nell'attesa di una fine anonima. Una routine davvero eccitante, costretta a fare da badante a un fidanzantino, di seconda mano, innamorato di un canestro. Forse ha fatto bene a seguire un vampiro.

La Filosofia di Twilight, a cura di Rebecca Housel & J. Jeremy Wisnewski, Fazi Editore, (novembre 2009), pp. 294



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