Roberto Benigni, la sua comicità torna in una collana di film da attore e regista
Roberto Benigni è uno dei comici italiani più irriverenti e lucidi: da regista ad attore sa dosare il sarcasmo con il racconto. Ora una collana di film ripropone tutta la sua carriera
Roberto Benigni con la sua comicità ben oleata ha saputo ridistribuire la narrazione comica italiana, nata con Totò e poi diffusa da Dino Risi.
Di Totò Benigni prende a spunto la mimica, capacità di flettere il corpo per suscitare ilarità, basti pensare alla scena de “La vita è bella” (1997) in cui si arrampica con la fine sul muro cercando di schivare il faro nazista che lo sta per illuminare.
Da Dino Risi Benigni ha mutuato la sceneggiatura calibrata, grazie alla collaborazione con maestro Vincenzo Cerami. Ora la sua verve registica e attoriale sarà presente in una collana di dvd che ripropone l’intera filmografia: si tratta di ventotto uscite realizzate grazie a La Gazzetta dello Sport, che partono dalle pellicole poco conosciute come “Il Minestrone”, “Vita da Cioni” e “Pierino e il Lupo” agli esordi teatrali e televisivi con “Onda Libera”. Per i successi si parte il 21 agosto con “Johnny Stecchino” (1991), la cui trama s’incentra sull’autista di pullman Dante che è immerso in strambi complotti, finché non trova un sosia - pentito mafioso Johnny Stecchino - cui si sostituisce. Ai molti non sarà difficile rivedere nella percorso del protagonista l’afflato di un altro grande personaggio, ossia Jakov Petrovi? Goljadkin ne “Il sosia” (“Dvojnik”, 1846) di Fëdor Dostoevskij, grande romanzo che lo stesso Cerami indicò in molti interventi pubblici e conferenze come il suo libro preferito.
Tra gli altri film della collana non mancheranno “Non ci resta che piangere” (1985) scritto e diretto con Massimo Troisi, pellicola che all’epoca dell’uscita incassò 15 miliardi di lire; il sarcastico “Berlinguer ti voglio bene” (1977) di Giuseppe Bertolucci; il poetico “La voce della Luna” (1990) di Federico Fellini ispirato al romanzo “Il poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni; il comico “Il figlio della Pantera Rosa” (“Son of the Pink Panther”, 1993) di Blake Edwards; il traslucido “La luna” (1979) di Bernardo Bertolucci, fino al recente “To Rome with Love” (2012) di Woody Allen.
Al sito dell'iniziativa (http://bit.ly/BenigniCult) è possibile scoprire tutti i dettagli della collana, per una comicità che resta una delle più irriverenti della cultura di fine secolo.
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