Museo Egizio, la Mummia dalla tomba inviolata a Torino visibile assieme all'ipogeo
“Il codice di Giza” è uno dei recenti libri che affronta aspetti dell’antico Egitto che emergono anche nel Museo di Torino: qui assieme all'ipogeo visibile ad agosto si possono ammirare mummie, lini,
Il Museo Egizio di Torino da agosto propone una novità per i turisti: si tratta dell’apertura di nuovi ambienti ipogei con l’inaugurazione di un inedito percorso museale. Il tema dell'esposizione è inerente l’arte e il sapere degli antichi Egizi, che svela la grandezza di una civiltà attraverso i prodotti di artigianato.
Lo teso Museo egizio è uno dei più antichi al mondo: fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l’acquisizione di una collezione di 5628 reperti egizi riunita da Bernardino Drovetti, come quello del Cairo è dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Tra i reperti preziosi c’è il Lino (Linus usitatissimum) del periodo predinastico Naqada I (4300-3700 a.C.) proveniente da Gebelein, che denota la tessitura su un telaio orizzontale e che raffigura due imbarcazioni, una multiremi dotata di cabina e l’altra con un solo rematore e un passeggero. Qui danzano figure femminili che rappresentano spettatrici che osservano un uomo che trafigge con la lancia un ippopotamo.
Tra gli altri oggetti custoditi c’è la Mummia da una tomba inviolata, resti umani avvolti in teli di lino dell’Antico Regno della V dinastia (2400 a.C. ca.) sempre da Gebelein: la tomba scavata nella roccia era costituita da tre camere, e la mummia era collocata all’interno di un sarcofago di pietra nella camera più grande. Vi erano forme di pane, due barche di legno, recipienti e piatti d’argilla, un vaso chiuso da coperchio, cofanetti di legno con tessuti, bende, poggiatesta, sandali, un piatto d’alabastro e due anfore con un becco poste in un catino. Per la mummificazione il corpo veniva lavato diverse volte, con organi interni rimossi e trattati separatamente, disidratato e riempito di sali di natron, con incisioni poi ricucite o ricoperte di cera, fino al bendaggio che spesso necessitava di centinaia di metri di lino.
C’è una stele per Djehutinefer e la moglie Benbu, la statua della dea Sekhmet, il gruppo scultoreo di faraone con il dio Amon, il re Ramesse II, il sarcofago antropoide di Butehamon ossia lo scriba regale della necropoli. Il defunto indossa qui una lunga parrucca, con braccia incrociate e mani sorreggenti l’amuleto djed che simboleggia una delle colonne che sostenevano il paradiso.
Uno dei libri recenti che affronta l’argomento dell’antico Egitto è “Il codice di Giza” di Ian Lawton e Chris Ogilvie-Herald: qui si racconta come nella città vicino al Cairo la ricerca sia continua, condotta da avventurieri e scienziati, mistici e studiosi, ingegneri e archeologi. Si svelano così retroscena inediti, dai profanatori di tombe agli esploratori, dalla nascita dell’egittologia alle recenti scoperte, dalle improbabili costruzioni delle piramidi ai segreti che custodiscono.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
La giacca leopardata che sta conquistando Milano: ecco come la indossa Vittoria Ceretti
Vittoria Ceretti rivoluziona la giacca leopardata con abbinamenti street e casual.
Skarsgård con scarpe trasparenti sul red carpet: costano una fortuna e il nome fa ridere tutti
Alexander Skarsgård sfoggia le scarpe trasparenti O.Fan di Saint Laurent al London Film Festival.
Bologna Jazz Festival 2026: virtuosismo e grandi storie da raccontare, il programma
Bologna Jazz Festival 2026, il programma completo
MetodoContemporaneo 2026: arte, vino e paesaggio in 14 cantine italiane
MetodoContemporaneo 2026: 14 cantine tra arte, vino e paesaggio dal 23 al 25 ottobre in 8 regioni
Un rapimento, un'avventura e tre amici inseparabili: questo film italiano è un cult da vedere
Perché vedere Così è la vita, secondo film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Road movie tra comicità e riflessione.
Padova Jazz Festival 2026: Amii Stewart e Dee Dee Bridgewater tra le protagoniste
Padova Jazz Festival 2026: concerti, artisti, programma, mostre ed eventi dal 10 ottobre all’8 novembre
Da mostro a umano e viceversa: su Netflix trovi il capolavoro gotico di Guillermo del Toro
Jacob Elordi sorprende nel Frankenstein di Guillermo del Toro su Netflix. La scelta inaspettata.
Un professore vuole insegnare ma diventa un criminale: il film italiano come Breaking Bad
Se hai amato Breaking Bad, questo film tutto italiano ne è la sua versione nostrana.