Daniele Luchetti, sceglie un film che parla dritto alla pancia e al cuore del pubblico
Il regista, sceneggiatore ed attore romano cinquantatreenne porta la sua ultima opera, dal titolo “Anni felici”, al Festival di Toronto. La rassegna cinematografica canadese ospita l'anteprima mondial
Daniele Luchetti torna alla regia con un lungometraggio che racconta una storia ambientata nel 1974: Guido, impersonato dall'attore romano Kim Rossi Stuart, è uno scultore che vorrebbe essere d'avanguardia, però si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e presente. Sua moglie Serena (Micaela Ramazzotti) non ama l'arte, ma molto l'artista da cui desidera essere ricambiata con forti attenzioni. La coppia ha due figli, di dieci e cinque anni, Dario e Paolo, involontari testimoni dell'irresistibile attrazione erotica dei genitori, ma pure dei loro disastri e tradimenti. I bambini sono gli ingenui co-protagonisti di un'altalena di circostanze e realtà riassunta emblematicamente nel titolo “Anni felici”: erano tempi gioiosi, anche se allora sembrava l'opposto!
I personaggi di Kim Rossi Stuart e di Micaela Ramazzotti “sono ispirati a mio padre e mia madre - ha spiegato Daniele Luchetti - ma anche a coppie che conosco e perfino di cui ho fatto parte. Sono coppie attratte fisicamente in modo irresistibile ma fatte da due persone troppo diverse... Pur avendoci lavorato molto, ho realizzato un film molto semplice che parla a chiunque sia stato genitore, figlio o si sia ritrovato in una coppia in cui si è sentito allo stesso tempo incastrato e libero”.
Sposato con l'attrice nativa di Bari Stefania Montorsi, Luchetti ha diretto negli anni diverse pellicole per il grande schermo: “Juke box” del 1985, “Domani accadrà” del 1988, “La settimana della Sfinge” del 1990, “Il portaborse” del 1991, “Arriva la bufera” del 1993, “La scuola” del 1995, “Dillo con parole mie” del 2003, “Mio fratello è figlio unico” del 2007 ed altre ancora. Fra i numerosi premi e riconoscimenti riconosciutigli vanno annoverati il Premio Sergio Leone al Festival di Annecy nel 1995 ed il David di Donatello 2011 come miglior regista per il film”La nostra vita”, interpretato da Elio Germano, Isabella Aragonese e Raoul Bova.
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