Festival di Cannes 2011: diario del settimo giorno, tra Melancholia e montagne giapponesi

Cinema / News - 18 May 2011 22:19

Le affermazioni filo-naziste di Von Trier bloccano il festival

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Giorno furente del festival, tra polemiche attese e poesia. La Melancholia del danese Lars Von Trier è a metà tra la fisica e l’esistenzialismo. In occasione del loro matrimonio, Justin e Michael danno un sontuoso ricevimento a casa della sorella di Justine e il suo fratellastro. Ma l’astronomia fa i suoi passi: il pianeta Melancholia infatti si sta dirigendo verso la Terra.

Le polemiche, più che dal film, sono nate dalle affermazione di Trier riguardo il nazismo: lui ha affermato di credere “di avere origini ebraiche ed ero contento, poi ho saputo che non era esattamente cosi\' ed ho scoperto le mie origini tedesche, sono un po\' nazista anche io e sono contento lo stesso\'\'. Poi si è scusato: ma ha messo un pietra sulla vittoria.

Hanezu No Tsuki  del giapponese Naomi Kawase ci conduce nella regione di Asuka: qui, molto tempo fa, vivevano coloro che erano soddisfatti dal solo piacere dell’attesa. Tempo fa, la gente credeva che il Monte Unebi, quello Miminashi e il monte Kagu fossero abitati da divinità. Il tempo fugge, Takumi e Kayoko, ereditando le speranze dei loro nonni, trascorrono una storia universale.

Il ritorno al classico è d’obbligo: fortunatamente giunge Les Enfants Du Paradis di Marcel Carné e il capolavoro Stavisky di Alain Resnais

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