Come Checco Detto Finocchio Si Salvo': Un Romanzo Sul Disagio Giovanile

Comics / News - 20 January 2010 10:07

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Come Checco Detto Finocchio Si Salvo': Un Romanzo Sul Disagio Giovanile - "TUTTO QUELLO era qualcosa di indefinito. Non sapevamo trovare le parole e neppure gli oggetti. Tutto Quello era indescrivibile eppure ci sembrava cosi' chiaro, allora. Checco aveva il coraggio ad affrontare ogni giorno la Piazzetta per andare a scuola. Li' per lui, c'era Tutto Quello.
I ragazzi piu' grandi delle medie lo aspettavano quasi ogni mattina, tranne quando pioveva, e appena lo vedevano imboccare lo slargo dell'angolo tra il panificio Bonucci e il meccanico, cominciavano a fischiettare una canzonetta che aveva per ritornello: "Checco il Finocchio, Checco la Checca col culo che becca", e le parole finivano con risate e sghignazzi e versi delle mani e delle dita."
Poi c'e' Enrico Cervello Bruciato con un padre che sceglie di non riconoscerlo. Enrico Cervello Bruciato che brucia letteralmente, sotto il ponte della ferrovia in una notte di troppo dolore. "Troppo di Tutto Quello".
E Carla la Puttana, intelligente e sensibile, che a un certo punto scopre la malattia, il male di vivere della madre ed e' costretta a conviverci infretta. "Tutto Quello".
E Graziano Scarpe Strette, affetto da una rara malattia dal nome scientifico complicato che fa impazzire gli ormoni della crescita. "Piedone, il coglione". Con mani e piedi troppo grandi da diventare un fenomeno da baraccone. I piedi murati in scarpe strette. Tutto Quello.
Infine, Teresa Gambe a Fiori con le sue lunghe gambe e le braccia a fiori. "Petali di pennarello attorno a un livido scuro o rosso sangue" provocati da un padre violento che "ogni tanto" la picchia. "Tutto Quello".
Loro sono FROCI DROGHATI PUTTANE MOSTRI E CAGNE per gli altri. La promessa e' certa: VI STERMINEREMO
Allora, per sopravvivere, e' necessario inventarsi un altro pianeta, senza nome, dove vige una sola legge: "distruggere le cose che ti fanno male".
Il preside Donato si aspetta molto da loro, la maggior parte del gruppo ripetente: "Ci conto" - sentira' la necessita' di far sapere a quei ragazzi che, per "Tutti Gli Altri", sono gia' dati perdenti per nascita.  La sua scuola sara' "il Posto dove Tutto Quello e' stato sconfitto".
Tuttavia, saranno i ragazzi a dargli le dritte, magari attraverso un tema, magari citando It di Stephen King:

"Fiori sulle ferite.
Noi sappiamo di vivere al di fuori del campo di visuale della maggior parte degli adulti e pertanto di non rientrare nel loro campo di pensieri.
I veri mostri sono gli adulti."

Vicenda cruda, raccontata con freschezza e agilita' da due punti di vista: quello disarmante dei ragazzi contro quello sordo degli adulti. Una storia che si legge d'un fiato. Dal momento che ci proiettiamo nella vita di questi amici quindicenni, finiamo per fare il tifo per loro e spiaccicarci sullo stesso orizzonte albino, un comune futuro a zero punto zero zero prospettive. La scelta di collocare la storia nel 2027 non e' proprio consolante. Una prosa sincera, capace di seminare dubbi. Colpe e sordita' si materializzano, improvvisamente, piu' chiare. L'indifferenza quotidiana al grido soffocato del disagio giovanile, finisce per farci sentire sufficientemente veri mostri di adulti.
Eppure, il rimedio potrebbe rivelarsi a portata di mano. 

"A chi nella scuola crede e investe energia
fantasia forza economica.
A chi nella scuola vede un baluardo di liberta'
dove l'agire e il pensiero diventano piu' consapevoli.
A chi attraverso la scuola salvandosi ha salvato.
Alle ragazze e ai ragazzi che alla scuola
chiedono ascolto e voce.
Questo romanzo e' per dirvi grazie.
A modo nostro." Loredana e Marco

Loredana Frescura, Marco Tomatis, Come Checco Detto Finocchio si salvo', Fanucci Editore, 2009, pp. 185
In libreria dal 21 gennaio 2009
www.fanucci.it

 

© Riproduzione riservata





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