Venezia 79, recensione del film I figli degli altri - Les Enfants des autres
I figli degli altri è il film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia
I figli degli altri (Les Enfants des autres) è il film concorso presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Rachel (Virginie Efira) è una quarantenne senza figli, e cominci a provare il desiderio di avere una famiglia. Incontra Alì (Roschdy Zem), un uomo divorziato che ha una figlia di 5 anni, Leila. Se la relazione con Alì pare essere sciolta, lentamente Rachel comprende che gli affetti si duplicheranno dovendo coltivare anche il rapporto con la figlia.
La maternità mancata nel film I figli degli altri
Le storie quotidiane paiono difficile da raccontare, perché propongono un vissuto personale che con difficoltà assurgono a interesse generale, tanto da coinvolgere lo spettatore. E questo è proprio il rischio del film I figli degli altri, che racconta un vissuto – la regista lo definisce semi-biografico – troppo ombelicale.
Quando Racher avverte il desiderio di restare incinta, deve risolvere la questioni con Alì, che però temporeggia nell’avere un altro figlio. Un collega di Rachel – anche lui insegnante - la corteggia, ma lei non riesce a lasciare Alì: solo una ripresa della relazione di Alì con la ex-moglie (Chiara Mastroianni) fa comprendere a Rachel che la sua vita deve proseguire staccandosi da questa relazione.
I punti deboli del film I figli degli altri
Il punto debole del film risiede proprio nell’assunto che una vicenda in realtà complessa – come quella del desiderio di maternità – possa essere risolto con una trama esile, che non ha slanci o che presenti un’altalena di speranze. Quello di Rachel sembra un desiderio privato che sfuma appena nasce, e non porta a uno sviluppo. L’afflato genitoriale di Rachel è mostrato in maniera esile, non tanto da condizionare la trama. Il suo appare un problema non foriero di conseguenze, affrontato in maniera evenemenziale: solo il ginecologo le ricorda due volte che la sua età biologica si sta modificando. Virginie Efira mette passione nella sua interpretazione, con sfumature che virano dal drammatico al comico, ma nulla può contro una sceneggiatura disadorna.
La regista Rebecca Zlotowski ha già diretto il film Planetarium,– ambientato nel mondo dello spiritismo: con I figli degli altri sceglie invece un altro côté che però non le è congeniale, perché più volte raccontato al cinema, e che se non è slanciato rischia di avere la stessa empatia di una soap opera.
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