Recensioni del film Invisible Hands, lo sfruttamento dietro i nostri prodotti
Abbiamo visto in anteprima il documentario Invisible Hands
Invisible Hands è il film documentario di Shraysi Tandon uscito negli Stati Uniti in questi giorni. Illustra il lavoro minorile e il traffico di bambini all'interno delle catene di approvvigionamento delle più grandi aziende del mondo. È stato apprezzato dalla critica per come riesce a entrare in un argomento ostico per voi motivi, ovvero i nomi delle multinazionali che indirettamente usano fornitori che non rispettano le leggi.
Il documentario mostra ad esempio come la Nestlé riceva olio di palma prodotto in aziende dove ci sono anche bambini di 8 anni a lavorare. Quando si domanda al responsabile della comunicazione della Nestlé se siano a conoscenza della situazione, lui risponde che loro appaltano il reperimento dell’olio a ditte locali, non possono verificare ciò che esse compiono. Vengono nominate altre aziende come Colgate-Palmolive, Kellogg’s, Unilever, Procter&Gamble.
Lo sfruttamento del lavoro minorile in Indonesia
Lombok è una delle più grandi piantagioni di tabacco in Indonesia, dove lavorano bambino di età inferiore a dieci anni. La Philip Morris acquista tabacco da loro, ma essendo la nazione abitata da 250 milioni di persone, ci sono solo 3000 ispettori del lavoro che non possono monitorare la situazione.
Resta il dubbio se la legge in oriente abbia difenda i diritti allo stesso modo che in occidente, e la risposta può essere solo negativa se possono accadere simili sfruttamenti. Ma anche bel Michigan avviene questo abuso nella lavorazione del tabacco: alcuni ragazzi intervistati affermano di lavorare lì da quanto avevano 13 anni. Inoltre l’esposizione al tabacco provoca patologie al sistema urinario, maggiore.
Schede
Il traffico di bambini rapiti per realizzare i prodotti
Lo stesso accade nel Ghana, dove si produce cacao. Un fornitore afferma che 25 anni fa il 20% del guadagno della vendita andava a loro, una percentuale che ora è scesa al 6%. Da qui parte anche il traffico di bambini, rapiti per lavorare nelle piantagioni. Il prezzo per ogni ragazzo è di media 535 dollari: nel documentario uno di questi trafficanti viene arrestato dalla polizia, e i ragazzi rimandati dalle famiglie.
In Cina, il lavoro di un ragazzo viene pagato i media 27 dollari al mese. Invisible Hands nonostante in basso budget riesce a creare una panoramica competa su quanto accade dietro l’acquisto di un prodotto che eseguiamo ogni giorno al supermercato. Pecca forse di una eccessiva linea informativa, ma dall’altra parte è propri questo che lo rende così limpido.
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