Recensione film They di Anahita Ghazvinizadeh
In sala dal 15 maggio.
They è il film di Anahita Ghazvinizadeh. La regista iraniana, già premiata a Cannes qualche anno fa grazie al cortometraggio Needle, nella scorsa edizione è tornata in concorso con questa opera prima.
“La sera, qualcosa dietro di me. Inizio per un attimo, impallidisco o vacillando mi fermo e brucio. Non so quanti anni ho. Al mattino è diverso. Un libro aperto mi affronta, troppo chiuso da leggere comodamente. Dimmi quanti anni ho. E poi le valli, le nebbie impenetrabili, come cotone nelle mie orecchie. Non so quanti anni ho. Non voglio lamentarmi. Dicono che è colpa mia. Nessuno mi dice niente. Dimmi quanti anni ho. Le demarcazioni più profonde possono espandersi lentamente e svanire come un tatuaggio blu. Non so quanti anni ho. Le ombre calano, le luci salgono. Le luci salgono. Bambini non si rimane mai abbastanza a lungo. Dimmi quanti anni ho. Ali di pietra sono passate di qui con piume su dure piume. Gli artigli sono perduti da qualche parte. Non so quanti anni ho. Sto diventando sordo. Il canto degli uccelli svanisce. Le cascate ritornano. Quanti anni ho? Dimmi quanti anni ho. Che la luna se ne vada, le stelle facciano volare i loro aquiloni. Voglio sapere quanti anni ho. Dimmi quanti anni ho.” Questa (di Elizabeth Bishop) è una delle poesie a cui il protagonista si aggrappa nei momenti di crisi.
Schede
J (Rhys Fehrenbacher) ha 14 anni. La terapia per bloccare gli ormoni e ritardare la pubertà sta per volgere al termine. J deve scegliere chi essere, un lui o una lei.
Vive
con i suoi genitori e si prende cura delle piante della serra. Tra le
molte specie coltivate, probabilmente la sua preferita è un fiore,
la bella di notte.
Con madre e padre temporaneamente assente,
riceve la visita della sorella maggiore, artista sperimentale. Lauren
(Nicole Coffineau) giunge in compagnia del fidanzato fotografo, Araz
(Koohyar Hosseini). Lei è spesso in giro per il mondo, lui ha
necessità di rinnovare il visto e teme di non riabbracciare più
i genitori, rimasti in Iran. Riferirsi a J come a “loro” (da cui
il titolo del film) sembra un buon compromesso.
They è un'opera originale. Un ritratto dell'adolescenza pudico, e travagliato allo stesso tempo, con una trama sospesa capace di disorientare lo spettatore.
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