Recensione del film 'Cars 3'
"Cars 3" è il film diretto da Brian Fee
In “Cars 3” Saetta McQueen, l’auto campione di corsa continua il suo percorso nel circuito automobilistico: ma l’innovazione prende il posto della tradizione. Infatti si trova competere con la recluta arrogante Jackson Storm, nata con le ultime tecnologie per migliorare le prestazioni della corsa.
I colleghi di Saetta non possono affrontare l’innovazione, e sono stati posti in pensionamento oppure licenziati. Dopo quattro mesi Saetta è depresso a casa, isolato dai suoi amici, trascorre il tempo guardando i filmati del suo mentore Doc Hudson. Di fronte alla sua fidanzata, Sally Carrera teme di essere costretto alla pensione, come Doc.
Ma un un accordo offerto a Sterling - il nuovo proprietario della scuderia - cambia la situazione: Saetta dice che se vincerà la prima gara della prossima stagione in Florida, potrà decidere quando ritirarsi, altrimenti lo farà immediatamente.
Il film procede poi le classiche corse, momenti di rivincita e delusione, per un fine che ovviamente non lascia nulla di amaro.
“Cars 3” nonostante la possibilità di raccontare un’evoluzione del carattere umano, dalla segregazione alla possibilità di essere ancora utili, procede stancamente senza verve. Realizzare un terzo sequel di una storia che aveva da proporre soprattutto la fiducia in se stessi - propensione tipica del target di pubblico di riferimento, quello teen - ha reso obsoleto il messaggio, tanto da non renderlo differenze da quello che si scorge in varie serie televisive per teen. Distante dall’idea originale del 2006, quello di un’automobile gialla ed elettrica che viveva in un mondo ad alto consumo di gas.
Il rischi della Disney è di proporre sempre il medesimo emblema di positività, ma che il pubblico giovanile non riesce appieno a cogliere: la casa di produzione sa rinnovarsi solo con storie inedite, come “Frozen” oppure con il genere live action, come per “La bella e la bestia” che raccontava un percorso più simile a quello dei giovani, in balia di video youtuber e ormai lontani dall’animazione classica.
A testimonianza di ciò, il film “Cars 3” negli Stati Uniti ha incassato una cifra sotto le aspettative, 152 milioni di dollari, contro i 462,2 del primo film del 2006. Lontano dal successo de “La bella e la bestia” che ha raggiunto 504 milioni.
L’unica soluzione pare quindi quella del live-action tratto dai comic, tanto che “The Avengers” (2012) - sempre della Disney e mutuato dai fumetti Marvel - ha raggiunto la cifra di 623 milioni di dollari. Così il personaggio di Saetta in “Cars 3” quasi presagisce il futuro del genere d’animazione, nel momento in cui non può reagire all’innovazione e teme il pensionamento.
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