Mostra del cinema di Venezia: recensione The Voice of Hind Rajab
Hind Rajab, una storia drammaticamente vera
The Voice of Hind Rajab, diretto da Kaouther ben Hania
La regia di Kaouther ben Hania crea una tensione autentica ed esasperante, intensa e destabilizzante, scioccante come sconvolgente è la supplica della piccola Hind. Riesce a far emergere le contraddizioni della guerra e tiene lo spettatore incollato allo schermo.
La narrazione mostra le difficoltà di negoziare con le autorità per procurare un cordone sicuro dove l’ambulanza possa transitare senza essere abbattuta. Evidenzia la lentezza della diplomazia di raggiungere accordi di salvataggio. Solo otto minuti separerebbero la piccola dalla salvezza, ma per far giungere gli operatori nella zona dell’attacco si consumeranno ore di trattative. Fa emergere la disperazione dei soccorritori che cercano di rassicurare la piccola mentre le diplomazie ricercano l’accordo, nonostante l’insistenza degli spari contro l’auto. Alla fine si conteranno più di trecento colpi contro l’autovettura con a bordo la famiglia di Hind.
Ambientato nella centrale operativa della Mezzaluna Rossa, dove vengono acquisite le chiamate di soccorso, The Voice of Hind Rajab è la storia vera dei tentativi compiuti dagli operatori del pronto intervento per salvare una bambina palestinese di sei anni rimasta intrappolata nell’auto attaccata dall’esercito israeliano. Era il 29 gennaio 2024 quando un operatore della Mezzaluna Rossa riceve una richiesta d’aiuto. Purtroppo non riesce a inviare i soccorsi per la giovane donna intrappolata in un’autovettura, poi comprende che accanto alla donna c’è una bambina ancora in vita e da quel momento una squadra di soccorritori si dedicherà soltanto a lei e le terrà compagnia per telefono.
Difficile scindere la genuinità della narrazione, che permette allo spettatore d’immedesimarsi nella disperazione degli operatori, dal caso umano che ha sconvolto la vita della piccola Hind. La regia lascia parlare i protagonisti utilizzando le registrazioni degli audio originali dei colloqui tra i soccorritori e Hind, alternandole a sequenze cinematografiche.
Quella di Kaouther ben Hania è una denuncia senza appello, supera le incapacità dei governi, va oltre i conflitti geopolitici, con l’esile voce di Hind che destabilizza Venezia con una potenza disarmante, genera rabbia, sconforto, e pone interrogativi inquietanti sul livello raggiunto dal genere umano, lascia desolati per l’impotenza e contraddizioni.
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