Blue My Mind, recensione del film sull'adolescenza in uscita al cinema
In sala dal 13 giugno, diretto da Lisa Brühlman.
Blue My Mind Il segreto dei miei anni segna il debutto alla regia di Lisa Brühlman, attrice svizzera, in un lungometraggio. Il film è stato apprezzato in diversi festival cinematografici, tra cui quello di Roma. La specifica, apposta al titolo italiano, è fuorviante.
Blue My Mind è un bel film sull'adolescenza. La scoperta del sesso, il corpo che cambia, le trasgressioni: il mondo è un posto ostile alla ricerca della propria identità, alla disperata accettazione della propria diversità. Allo stesso tempo, l'appoggio del gruppo, sentirsene parte integrante, è una parte fondamentale del percorso di crescita. Anche se il gruppo può tramutarsi in branco.
Schede
Blue My Mind trama, tra mito e psicoanalisi
Blue My Mind affronta la tematica della fase adolescenziale con originalità. La regista, affascinata dal mito delle sirene, aveva già raccontato queste creature in un cortometraggio nel 2013. Le sirene hanno un fascino capace di ammaliare l'umanità dalla notte dei tempi. Possiedono un senso di libertà e di anarchia, al cui studio si è dedicata Brühlman soffermandosi, in particolar modo sui libri di Carl Gustav Jung a riguardo. Lo psichiatra svizzero definì il mare come l'archetipo della madre, la nostra prima casa: la protagonista del film, dunque, ha la possibilità di tornare in un confortevole ventre materno.
Mia (Luna Wedler) è una teenager costretta a trasferirsi a Zurigo in seguito alle nuove opportunità professionali del padre. A scuola cerca di stringere amicizia con Gianna (Zoe Pastelle Holthuizen) e il suo gruppo. Mia è una ragazza con comportamenti strani e il suo corpo comincia a cambiare. Il mondo degli adulti non è in grado di comprenderla, i suoi coetanei sono un rifugio obbligato.
Premiato fantasy urbano
Blue My Mind è anche una storia di amicizia, faticosa ma conquistata. Soprattutto, è un film che esplora il mondo giovanile con sensibilità e la modalità del fantasy urbano.
Al Premio del cinema svizzero, il film si è aggiudicato tre riconoscimenti, quello per il miglior film, miglior sceneggiatura (scritta da Brühlman insieme a Dominik Locher) e miglior interprete protagonista.
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