Torna a casa, Lassie!: il film classico sulla moralità tra animali e uomini
"Torna a casa, Lassie!" ha come protagonista il cane pastore scozzese Lassie.
Torna a casa, Lassie! (“Lassie Come Home”) è un film del 1943 di Fred McLeod Wilcox con Roddy McDowall, Elsa Lanchester e Donald Crisp. Uscì nelle sale italiane in questo periodo, il 14 maggio del 1943 (negli Stati Uniti uscì il 14 ottobre dello stesso anno).
Il giovane Joe Carraclough è ignaro del fatto che il padre, per necessità economiche è stato costretto a vendere la sua amata Lassie, un cane pastore scozzese. Esce da scuola e non lo trova ad attenderlo. L’acquirente è il duca di Rudling, nello Yorkshire in Inghilterra: qui l’animale è chiuso in un canile, ma Lassie scava una buca e riesce a fuggire alla solita ora in cui andava ad attendere Joe.
Joe lo abbraccia ma i genitori sanno che Lassie deve tornare dal duca, con lezioni sull'importanza dell'onestà cui però il ragazzo non crede. Joe fa anche amicizia con Priscilla, nipote del duca la quale lo aiuta a trovare Lassie.
È proprio lei a liberarlo tanto che l’animale corre verso sud, dove abita Joe. Lassie deve affrontare una tempesta e si mette al riparo, è quasi ucciso da due pastori che credono abbia azzannato le loro pecore, attraversa una zona paludosa, nuota in un fiume e giunge al sud. Esausto ed affamato crolla fuori una casa di due anziani. I due lo adottano ma dopo qualche giorno comprendono che Lassie vuole riprendere il suo percorso: l’animale sale sul furgone del calderaio Rowlie Palmer che viaggia con il suo cagnolino Toots. Due ladri li assalgono e Toots soccombe, nonostante l’aiuto di Lassie.
Il pastore scozzese prosegue il suo viaggio, schiva gli accalappiacani e sfinito arriva a casa. Fino al ritorno del duca e di Priscilla e con un finale inatteso.
Eric Knight è l’autore del romanzo “Lassie Come-Home” pubblicato nel 1940, e a sua volta era ispirato da un racconto apparso sul The Saturday Evening Post il 17 dicembre 1938. Eric Knight scrisse poi altre saghe di Lassie, e vivendo in una fattoria con la moglie a Pleasant Valley (Bucks County, Pennsylvania) si ispirava a gesti degli animali che ben conosceva.
Il film segna l’inizio di una produzione decennale in cui gli animali occupano la parte fondamentale della trama, proseguita poi con altri cinque film su Lassie, Rin Tin Tin”, “Il cucciolo” con il piccolo cerbiatto, il telefilm “Furia cavallo del West”, la saga di “Francis, il mulo parlante”, fino a recenti “Hachiko - Il tuo migliore amico” e “Io e Marley”.
C’è l’identificazione con il proprietario dell’animale, di un sentimento semplice che per motivi naturali viene spezzato. Dall’altra parte ci immedesimiamo nello stesso animale, con le sue fragilità, semplicità che vorremmo anche noi possedere. Il cane in questo caso è segno di una devozione che non ha limiti materiali, ma solo affettivi. Diviene esso stesso un elemento da raggiungere, con una propria “moralità” che invece non tutti gli uomini possiedono.
Il vero nome di Lassie era Pal, che ottenne il ruolo dopo un casting nazionale promosso dalla MGM. Non aveva pedigree, e gareggiando con dei collie di razza ha ottenuto facilmente la parte. E gli stessi discendenti di Lassie lavorarono agli altri film: alla fine del 1940 tanto era il successo che il numero di collie di razza registrati negli Stati Uniti aumentò da 3.000 a 18.400.
Le riprese avvennero a Laguna Beach, Malibu, Chatsworth, Lake Arrowhead e a Santa Barbara, e la stessa ambientazione favoriva la possibilità di girare in esterni ripresi con continuità che in altri film era arduo vedere. Un’esotismo che in Europa ancora non era giunto con questo impatto: per questo processo fu usato il monopack, in cui tutte le emulsioni di colore erano presenti su una base richiedendo speciali telecamere.
Sulla rete ABC fu trasmessa anche una serie tra il 1947 e il 1950, con l’abbaio di Pal e effetti sonori pronunciati da un attore umano.
Il giornalista Bosley Crowther l’8 ottobre 1943 con un articolo sul New York Times definì bene l’empatia che crea la pellicola. “La bellezza di questo cane e la sua reattività rendono il film un piacere completo. Vorremmo suonare solo una nota di avvertimento per i genitori con i bimbi altamente impressionabili. Il film crea qualche forte emozione. Il disturbo è probabile che sia grande, anche in voi”.
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