Room 104, i fratelli Duplass danno sfogo al loro lato oscuro, tra mistero e visioni enigmatiche
"Room 104" è un interessante esperimento di serie tv antologica ambientata in una stanza di un motel degli Stati Uniti. I fratelli Duplass danno vita a un'opera che appare intrigante
"Room 104" è finalmente arrivato sui teleschermi americani con i primi episodi. La nuova creatura dei fratelli Duplass è risultata in fondo molto simile a quello che ci si era aspettato: una sequenza di cortometraggi con un cast e una trama differenti per ogni episodio accomunati solo dall'ambientazione, la stanza numero 104 di un anonimo motel americano. Nel primo episodio una babysitter deve intrattenere il piccolo Ralph ma la serata prende decisamente una brutta piega, in un altro Orlando Jones è il sacerdote di un culto che promette trascendenza. Brividi? Insomma.
\r\nLa serie tv appare indubbiamente ben strutturata, godibile nelle sue atmosfere inquietanti e cariche di suspense: sapevamo che i fratelli Duplass avrebbero riversato la loro vena più dark in "Room 104" e in effetti, per quel poco che si è visto, la serie ricorda più "Ai confini della realtà" e "Black Mirror" che le opere precedenti degli autori, tuttavia nessuna delle idee espresse è davvero innovativa. A tratti, anzi, si ha l'impressione che il desiderio dei Duplass di stupire lo spettatore conduca molto vicino al parossismo.
\r\nIl giudizio su "Room 104", ad ogni modo, è più sospeso che mai: la natura antologica della serie tv lo pretende, dal momento che ogni episodio è una creatura a sé stante con un taglio tutto suo. Probabilmente ha ragione James Poniewozik del New York Times quando dice che offre una via di fuga nell'epoca del binge watching, del resto il cast promette bene con James Van Der Beek, Orlando Jones, Nat Wolff, Philip Baker Hall, Amy Landecker, Mae Whitman oltre alla bravissima Melonie Diaz, presente nell'episodio pilota. E la critica, per ora, sembra apprezzare.
\r\nI fratelli Duplass sono personaggi quantomai eclettici: attori, registi, produttori, sceneggiatori e persino musicisti. Il loro primo successo è stato il sorprendente "The Puffy Chair" nel quale il viaggio per comprare una poltrona trovata su Ebay nasconde sviluppi inattesi per i protagonisti della vicenda. La serie tv "Togetherness", sempre sulla HBO, era invece incentrata sulle relazioni fra quattro quarantenni costretti a vivere sotto lo stesso tetto e a fare i conti con i propri sogni irraggiungibili. Mark in particolare si è fatto notare anche come attore in "Humpday - Un mercoledì da sballo" e in "Lo stravagante mondo di Greenberg".
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