Recensione Manifest Destiny, la nascita di una nazione nel segno dell'horror
"Manifest Destiny #24", la fortunata serie fumettistica di Chris Dingess conclude l'arco narrativo lasciando questioni in sospeso: l'appuntamento è per il 18 gennaio del 2017.
“Manifest Destiny #24”: uscito qualche giorno fa, l'applaudito fumetto conclude l'arco narrativo intitolato “Sasquatch”, nome di una potente quanto misteriosa creatura, inaugurato con “Manifest Destiny #19”
La trama segue la spedizione del capitano Meriwether Lewis e del sottotenente William Clark, a capo di un gruppo soldati che si avventurano nelle frontiere americane.
Durante la loro missione, affrontano nature fantastiche e mostruose con l'aiuto di Sacagawea, cacciatore di mostri locale. Lewis è un uomo di scienza, mentre Clark un esperto militare.
In “Manifest Destiny #24”, ambientato nel territorio popolato dalle tribù Dakota, la spedizione dei protagonisti si incrocia con quella precedente del colonello Flewelling e del capitano Helm, quest'ultimo un sopravvissuto d'elezione, prezioso testimone dell'esistenza di Sasquatch e, ormai, prigioniero del demone. O forse no.
Tuttavia, per scoprire il seguito dovremo attendere il mese di gennaio del nuovo anno quando, è già stato annunciato dagli autori, uscirà un numero speciale della serie.
Il titolo del fumetto fa letterale riferimento al Destino Manifesto, convinzione popolare, diffusa tra i coloni, che nasce oltreoceano nel XIX secolo: in sostanza, viene giustificato la necessità di espansione da parte degli Stati Uniti d'America per civilizzare e portare il modello democratico nei territori selvaggi del continente. Si tratta di una missione fondata sulla certezza di un destino ineluttabile, la superiorità e lo spirito di redenzione che accompagna il compito della neonata nazione a stelle e striscie nel riscattare le popolazioni indigene.
La serie fumettistica creata da Chris Dingess, ha il merito di inscrivere il genere horror affondandolo nelle radici della nascita della storia americana - tematica già indagata ma ancora in voga - con originalità.
I protagonisti sono ispirati a due personaggi storici realmente esistiti che, nel 1804, organizzano la spedizione lungo determinati confini inesplorati del "wild west", mossi dai sentimenti di buonafede promulgati dalla teoria del Destino Manifesto, appunto.
In “Manifest Destiny”, l'orrore opera con duplice modalità: quello spettacolare e fantastico, l'altro psicologico, disturbante e ancestrale.
Al lavoro sulle tavole di Matthew Roberts, si aggiungono i colori di Owen Gieni e gli inchiostri di Stefano Gaudiano e Tony Akins. Il risultato, nel complesso, è grandioso; l'attenzione ai dettagli si dimostra accurata con la wilderness, spesso magnifica protagonista della storia.
“Manifest Destiny” è edito dalla Skybound di Robert Kirkman per Image Comics. In Italia il fumetto è pubblicato da saldaPress.
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