Recensione Canituccia, una storia di Matilde Serao pubblicata da Orecchio Acerbo
Canituccia è il racconto di una bambina cresciuta tra la povertà e la cattiveria, una storia che nasce dalla penna di una grande donna, Matilde Serao.
Canituccia è una piccola storia che viene pubblicata dalla casa editrice Orecchio Acerbo. Il racconto è stato scritto da una grande donna Matilde Serao, scrittrice e giornalista vissuta tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900. Canituccia è tratto dal libro “Piccole Anime” pubblicato nel 1883.
La trama di questo libro ci porta in un piccolo paese di campagna alle porte di Napoli, in un tempo ormai passato e quasi dimenticato. La nostra protagonista è la piccola bimba di sette anni Canituccia, abbandonata dalla madre e non riconosciuta dal padre e viene messa a servizio in una casa di contadini. La sua padrona è un’arpia zitella che la comanda a bacchetta e le impone di portare al pascolo tutti i giorni un maialino. Ciccotto, il maialino, diventerà la cosa più importante della sua vita, il suo confidente e il suo compagno di avventure; fino alla fine inevitabile dell’animale.
La storia che viene raccontata in questo piccolo libro è prima di tutto uno sguardo sulle condizioni dei contadini della fine del 1800, in primo piano la povertà assoluta, che non lascia spazio ai sentimenti. Il grande momento dell’uccisione del maiale, dove tutti i vicini si riuniscono in una grande festa, perché è il primo momento in cui si potrà avere una dispensa un po’ più rifornita del solito e la sicurezza che l’inverno non sarà poi così brutto. All’inizio e alla fine della storia troviamo le illustrazioni di Fabian Negrin, due bellissime tavole che interpretano in modo eccellente la storia della piccola Canituccia.
Altro argomento che viene messo in evidenza in questo racconto è la condizione della donna. Come la padrona di Canituccia obbligata a rimanere zitella perché prima di una dote. Oppure la donna vista come una “poco di buono” come la madre della bambina, solo per essersi innamorata di un uomo impegnato, e di conseguenza il pochissimo rispetto che viene dato alla piccola Canituccia solo per essere nata da una relazione clandestina e abbandonata poi a se stessa dalla madre. Una piccola creatura trattata da tutti peggio degli animali, come una ladra solo per aver preso qualche frutto acerbo e picchiata dalla sua padrona per aver perso il piccolo maialino.
L’autrice della storia è Matilde Serao, una grande scrittrice e giornalista vissuta tra il 1856 e il 1927. Nella sua lunga carriera di scrittrice ha visto pubblicati ben oltre 40 romanzi e inoltre è stata la prima donna ad aver fondato e diretto un quotidiano, prima con “Il Mattino” e poi “Il Giorno”. Durante la sua vita è stata accusata molte volte di non saper scrivere, ma ogni volta che accadeva rispondeva così: “Io credo, con la vivacità di quel linguaggio incerto e di quello stile rotto, d’infondere nelle opere mie il calore, e il calore non solo vivifica i corpi ma li preserva da ogni corruzione del tempo”.
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