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Perfetti sconosciuti: 'le commedie raccontano storie profonde', intervista al regista del film Paolo Genovese

Perfetti sconosciuti è il film di Paolo Genovese, con una trama che intreccia i segreti di varie coppie da svelare. Mauxa l'ha intervistato

Perfetti sconosciuti: 'le commedie raccontano storie profonde', intervista al regista del film Paolo Genovese

Perfetti sconosciuti è il film di Paolo Genovese in uscita l’11 febbraio 2016. Nel cast ci sono Kasia Smutniak, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea e Alba Rohrwacher (leggi l'articolo sull'incontro con il cast). 

La trama segue tre coppie che durante una cena cominciano a fa rafforzare conflitti, nati dai segreti sveltati dai cellulari. La psichiatra Eva (Smutniak) organizza la cena con il marito chirurgo plastico Rocco (Giallini): vi partecipano la veterinaria Bianca (Rohrwacher) e il compagno tassista Cosimo (Leo). L’altra coppia è composta dal Lele (Mastandrea), esperto legale in un’azienda e la ormai casalinga Anna (Foglietta). Infine c’è Peppe (Giuseppe Battiston), professore di ginnastica licenziato che doveva presentarsi con la nuova fidanzata la quale si è misteriosamente ammalata.

Lo smartphone come scrigno. Il regista Paolo Genovese, attento a come evolvono i rapporti umani dal film “Immaturi” (2011) a “Tutta colpa di Freud” (2014) ci dice che per un motivo narrativo ha scelto di ricorrere alla tecnologia per raccontare i segreti: “In realtà questo è un film sulla vita segreta delle persone. Mi sono interessato alla tecnologia perché mi chiedevo dove fosse la vita segreta di ognuno di noi. Prima custodivamo tutto nelle nostre menti, ora sulle sim dei cellulari. È l'unico oggetto che portiamo sempre con noi. Questa mi smembrava un punto di vista originale per raccontare le persone e quello che fanno”.

La scelta dei conflitti da esporre in un unico ambiente ha condotto ad evidenti complicazioni registiche. “Tutte le potenzialità di un film sono limitate - dice Genovese - Se non si ha una storia forte, interessante. È come in cucina, meno ingredienti si hanno e tutto diventa più difficile”.

Paolo Genovese nel 2015 ha diretto “Sei mai stata sulla Luna?” ambientato in luoghi aperti, una masseria; come in “Immaturi - Il viaggio” (2012) nella località di Paros, in Grecia. Nonostante il fatto di rigare in una unica location, si è dato spazio all’istinto recitativo. “Tutto è stato improvvisato - ci dice - al momento, d'istinto . Non uso storyboard”.

Il genere commedia al cinema. Alla domanda se il genere commedia sia il più idoneo a raccontare l'Italia di oggi, Genovese è certo: “È un genere che abbraccia un pubblico vasto. Viene ben accolta dal pubblico. È facile raccontare storie profonde, rimangono i messaggi stampati. Come ad esempio nel film ‘La vita è bella’, ‘Train de vie’, due commedie che affrontano temi gravi facendo sorridere. Aprendo tematiche importanti ad un grande pubblico”.

La musica del film. L’importanza attribuita alla musica è andata crescendo nelle recenti pellicole: in “Perfetti sconosciuti” la canzone è di Fiorella Mannoia, in “Sei mai stata sulla luna?” è scritta da Francesco De Gregori, in “Tutta colpa di Freud” da Daniele Silvestri.

Come mai questo rapporto con la musica pop?

“Una Canzone allunga la vita di un film. Affidarsi alla canzone è importante. Poi ci sono artisti di riferimento con cui sono cresciuto. Artisti che sono un mito".

Genovese dopo 14 anni da “Incantesimo Napoletano” del 2002, sembra esplorare ancora la realtà con sarcasmo: lì era una bambina del sud con accento nordico cui i genitori impongono una conversione, in “Perfetti sconosciuti” il cinismo che difende le insicurezze di ognuno.

C’è ancora ricorso a quel cinismo surreale?

“La commedia è drammatica. Ci sono tutti questi elementi, come ne ‘La grande guerra’. In effetti quel film anticipava elementi che poi sarebbero ricomparsi, come le differenze tra nord e sud. Il sarcasmo e il cinismo sono elementi insiti nelle commedie”.

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