Penny Dreadful, nuova serie tv horror ispirata ai mostri della letteratura
Penny Dreadful è la nuova serie horror in onda su Showtime dall'11 maggio 2014. Il telefilm è stato ideato da John Logan, sceneggiatore di successi come "Skyfall" e "Quant
Penny Dreadful Ha esordito lo scorso 11 maggio 2014 la nuova tv series horror di Showtime che prende il nome dai Penny Dreadful inglesi, piccole pubblicazioni periodiche a basso costo, un penny, diffuse nel Regno Unito del XIX secolo e che vengono considerate i precursori del genere pulp
\r\nTrama Composto da 8 episodi, “Penny Dreadful” è stato creato da John Logan, sceneggiatore di film di successo come “L'ultimo Samurai” (2003), “Il Gladiatore” (2010) o “Skyfall” (2012). Il telefilm è ambientato nella Londra Vittoriana ed annovera tra i protagonisti alcuni dei più celebri personaggi della letteratura gotica e horror, spesso dei “mostri” solo in apparenza: Dorian Gray,
Dorian Gray è l'affascinante e narcisista borghese che ha misteriosamente ottenuto l'eterna giovinezza, personaggio principale di “Penny Dreadful”. Ovviamente ispirato al protagonista del romanzo “Il Ritratto di Dorian Gray” scritto da
Nel cast principale di “Penny Dreadful” sono presenti anche Timothy Dalton - "007 - Zona Pericolo" (1987), "007 - Vendetta Privata" (1989) - Eva Green – "300 – L'Alba di un Impero (2013) e a breve al cinema in "Sin City – Una Donna per Uccidere - Harry Treadaway – "Control" (2007) - e Rory Kinnear - "Quantum of Solace" (2008), "Skyfall" (2012) - nel ruolo del mostro di
John Logan, l'ideatore di “Penny Dreadful” ha fatto della serie di Showtime un prodotto veramente di genere, cercando di accaparrarsi le simpatie del pubblico affezionato tanto ai classici della letteratura horror, quanto alle loro numerose trasposizioni cinematografiche. Per non rendere il telefilm una banale serie crossover di personaggi e storie, Logan ha cercato di recuperare quel fondo di critica sociale e psicologica presente originariamente in “Frankenstein, o il moderno Prometeo” (1818) di Mary Shelley, “Il ritratto di Dorian Gray” (1891) di Oscar Wilde, e in “Dracula” (1897) di Bram Stoker, aspetti che contribuirono a decretarne il successo ma che spesso vennero offuscati nelle controparti audiovisive, a favore di un impianto più tipicamente horror e splatter
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