Di padre in figlia, intervista a Francesca Cavallin: 'credo molto nella solidarietà femminile'
La prima puntata della serie televisiva "Di padre in figlia" va in onda questa sera su Rai 1. Mauxa ha intervistato l'attrice Francesca Cavallin, interprete del personaggio di Pina.
La fiction “Di padre in figlia” debutta questa sera su Rai 1.
\r\n\r\nAbbiamo intervistato l’attrice Francesca Cavallin, interprete del personaggio di Pina.
\r\nD: Nella prima puntata il tuo ruolo contribuisce all'esaltazione di un tema significativo, il supporto tra donne. Come hai approcciato questo personaggio?
\r\nR: Credo molto nella solidarietà femminile. C'è un dato iniziale che è stato molto significativo per me fin da quando ho fatto il provino. Io sono di Bassano del Grappa quindi per me entrare in questo personaggio significava, in parte, entrare in un mondo che conosco.
\r\nD: Dunque hai potuto attingere dalla tua esperienza personale?
\r\nR: Si, negli anni Ottanta ero una bambina ma mi ricordo di Bassano, di come erano le persone, e in particolare le donne. Ho vissuto le mie nonne, mia madre, le mie zie, quindi per me questo ha significato un tuffo nel passato. Chiaramente gli anni precedenti li ho vissuti attraverso le narrazioni delle donne di casa.
\r\nD: In che modo il tuo personaggio si inserisce nel racconto?
\r\nR: Questa è una saga di donne, una storia di emancipazione femminile, e forse il mio personaggio è quello che parte dal gradino più basso. È sola, sfruttata, è una prostituta, credo che l'andare oltre i pregiudizi e narrare la condivisione e la solidarietà tra le donne sia un gesto e un messaggio molto bello che va sostenuto, è questo il filo conduttore di questa storia, la volontà di farcela, ma ancor di più la volontà di farcela insieme, e tra donne si può.
\r\nD: C'è un aspetto di questa fiction che hai apprezzato particolarmente?
\r\nR: Sì, sono contenta per il fatto che sia stato narrato quel Veneto perché non è molto rappresentato nella nostra televisione e nel nostro cinema. Bassano del Grappa è bellissimo e il narrare quei posti non solo dal punto di vista dell’immagine ma anche della mentalità secondo me è un valore aggiunto. Anche noi veneti siamo partiti da una situazione di enorme povertà, negli anni Quaranta nel Veneto non c’era nulla. Inoltre viene narrato lo spirito imprenditoriale dei veneti, un'intraprendenza che è vera.
\r\nProdotta da Bibi Film Tv per Rai Fiction, la serie televisiva è presentata nel concorso internazionale della decima edizione del RomaFictionFest.
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